UNA LEGGE PER LE DONNE, LA PROPOSTA DELLA BOLDRINI

DI SILVIA  GARAMBOIS

 

Una legge per le donne. Non una legge di iniziativa popolare, come pure la Costituzione prevede ma che poi di fatto non arrivano mai non solo alla discussione parlamentare ma neppure nelle Commissioni, ma una normativa nata discutendo con decine, centinaia, centinaia, centinaia, di donne, incontrando associazioni e rappresentanti di gruppi di interesse, professioniste e lavoratrici, in giro per l’Italia. Insomma: un lavoraccio.

Laura Boldrini, lasciati i panni di presidente della Camera, si è messa in viaggio con una idea: non è possibile che l’Italia sia ferma con solo una donna su due al lavoro (un po’ meno, a dirla tutta), che al Sud l’occupazione femminile sia al 34,9%, che in Sicilia addirittura al 29%. E poi il gap salariale. E i ruoli inferiori. E il part-time come unica scelta. E i servizi, a partire dall’asilo, che non ci sono. E le difficoltà per avviare un’impresa. E la pensione che non arriva mai e quando arriva è poca per vivere. E poi? Cosa chiedono, davvero, le donne?