DOLZAGO. PROTEGGE IL FIGLIO DAI BULLI, IL BRANCO LO MASSACRA

DI CLAUDIA PEPE

Ma cosa sta succedendo in questa società impazzita, cosa sta succedendo nelle famiglie che non riescono a rendersi conto che i loro figli sono teppisti. Cosa sta succedendo ai ragazzi a cui dovremo appoggiarci per portare avanti un nuovo disegno di libertà, di consapevolezza, di responsabilità? È possibile che le famiglie non si stiano accorgendo che i loro figli hanno le mani insanguinate, sogni spappolati da un tempo che li ha coinvolti nella sua crudeltà, un tempo che ha distrutto la loro intimità, la loro spietata bellezza. Una bellezza spaccata in un vetro che non li rappresentava più, che non li riconosceva nella loro brutale indifferenza. Dove sono i genitori? Forse sono alla ricerca del supermercato che ha più occasioni, oppure a lavorare tutto il giorno senza un attimo per parlare con i loro figli? Dove sono i tutori di adolescenti che la notte di Halloween a Castello Brianza, alle porte di Lecco, hanno pestato a sangue il padre di un coetaneo dopo averlo inseguito e tirato a forza fuori dalla sua auto. Dove sono i genitori di questi studenti italiani di buona famiglia benestanti e già maggiorenni che già da un anno frequentavano un gruppo violento, ragazzi che hanno già hanno messo la loro vita in vendita su E-Bay, e per divertirsi colpiscono, feriscono e abbattono un uomo con la sola colpa di difendere il proprio figlio dal loro bullismo. Dove sono questi genitori che vedono ritornare la sera i loro figli sorridenti e non si soffermano mai a guardare nei loro occhi iniettati da un odio che deve essere stato assimilato oltre che dalla via e dalla strada, ma anche da parole, idee, sussurri, esempi, noncuranza, indifferenza, disinteresse, insensibilità e apatia. Quel povero padre che vedeva il figlio morire di dolore aveva deciso di rimproverare questi ventenni benestanti e di “buona famiglia” proprio davanti ai loro genitori. Il risultato: è’ finito all’ospedale Mandic di Merate (Lecco) con due denti rotti, lo zigomo lesionato e un profondo taglio sotto l’occhio. Dio mio cosa sta succedendo? Io e tanti altri a vent’anni sognavo il mio futuro, andavo a studiare per perfezionarmi, mi davo da fare per insegnare, sognavo una vita che purtroppo dopo mi ha carpito le ali, ma in quel momento e per cui per sempre, mi ha regalato momenti di felicità.
ll giorno successivo all’aggressione, il primo novembre, è entrata in vigore l’ordinanza con cui il sindaco del vicino comune di Dolzago, Paolo Lanfranchi, impone il divieto di stazionare e bivaccare in alcune zone specifiche del suo territorio. “Il provvedimento – spiega il primo cittadino – serve a limitare le attività di un gruppo di giovani che da circa un anno si riunisce di notte davanti alla scuola elementare del paese provocando schiamazzi, abbandonando rifiuti e compiendo vari gesti di vandalismo. Alcuni di loro, con tutta probabilità, sono tra i ragazzi coinvolti nel pestaggio, ma di questo si stanno occupando i carabinieri”.

L’ordinanza approvata alla fine di ottobre, precisa il sindaco, arriva dopo ripetuti tentativi, alcuni andati a buon fine, di coinvolgere i ragazzi in progetti di pubblica utilità realizzati appositamente per loro, ed è stata necessaria “per dare alle forze dell’ordine uno strumento a cui appellarsi durante i controlli. Prima, infatti, non potevano fare altro che invitare i ragazzi a smettere di tenere certi comportamenti”(Fonte La Repubblica)
Mi chiedo se questi ragazzi ventenni e di “buona famiglia”, conoscano l’amore, l’innamoramento, una mano stretta nell’altra, il valore della vita, il valore dell’educazione, del sentimento, di una carezza, di lacrime che scendono solo per scaldare la loro anima venduta ad un cammino dove le loro orme sono subite cancellate. Annullate dal vento gelido sui loro corpi.
Genitori non facciamoci la lotta ma collaboriamo. I figli si possono salvare, si possono e si devono salvare. Abbracciateli, tendete le vostre mani nelle loro, portateli con voi, amateli, uccidete i loro fantasmi, spiazzate la loro violenza con l’amore, quello che avete dimenticato da tempo. I figli non cambiano se voi non lo volete. I figli non cambiano se quando sono in casa si dimenticano di essere vivi e crescono notte dopo notte, uccidendo anime, e poi se ne vanno a bere una birra. I figli non cambiano se non hanno delle cure per il loro spirito, per sentirsi addosso la vita che rinasce. I figli non cambiano se voi genitori state scambiando l’amore per una cena riscaldata su un tavolo spoglio. Lasciandoli da soli a mangiare e a rompere uno specchio a cui non possono rispondere.

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