UN ARGINE CONTRO LA DERIVA DI CHI ALIMENTA LE PAURE

DI LUCA SOLDI

Per uno strano scherzo del destino c’è una coincidenza di tempi che ci vedrà domani mattina commentare due risultati, due voti.
Certo accomunare le elezioni americane di metà mandato con il voto nel Senato della Repubblica sul DL Salvini può sembrare azzardato ( è azzardato )ma rende bene l’idea di come la globalizzazione di odio, paure ci porti a condividere speranza e sogni comuni in ogni parte del mondo.

Venendo alle miserie nostrane dunque ci troveremo ad assistere al triste braccio di ferro tra Cinquestelle e Lega in quell’Aula che molti avrebbero preferito far sparire.
Ecco che sul decreto sicurezza in Senato si renderà palese la fragilità dell’esecutivo Conte.
Doveva essere una questione da risolversi in poche battute, una formalità ed invece la fronda dei Cinquestelle ha portato alla luce quanto sia forte fra i grillini la tensione sui temi dei diritti.
Una fragilità che ha costretto il ministro per i Rapporti con il Parlamento Riccardo Fraccaro ad annunciare la richiesta della fiducia su un maxiemendamento interamente sostitutivo del testo.
Il voto è così previsto per domattina, dalle 9.30. Al tempo stesso però i Cinquestelle avvertono: “Lealtà sulla prescrizione o il decreto è a rischio”. E fonti di Palazzo Chigi fanno sapere che già stasera è previsto il vertice tra Conte-Salvini-Di Maio. Il vicepremier leghista però fa saltare l’incontro: “Quale vertice? Stasera mangio rigatoni, vedo la Champions”. Insomma, nessun chiarimento per ora ma Salvini eviterà sicuramente di fare quelle scorpacciate di fritto che così tanto apprezzava non più di qualche settimana addietro.

Intanto il Pd attacca: “Quale cdm ha autorizzato la fiducia?” E
Forza Italia per parte sua ha annunciato che non parteciperà al voto perché contrario alla fiducia, definita “una decisione presa per evitare che il Movimento 5Stelle andasse in frantumi su un provvedimento così importante e sentito dall’opinione pubblica”. Secondo Fi, “il governo, apponendo la fiducia, depotenzia il valore politico del decreto Sicurezza”, e non votare “è l’unico modo per manifestare sostegno al decreto Sicurezza ribadendo allo stesso tempo di essere e rimanere all’opposizione senza se e senza ma, dicendo sì alla sicurezza e no al governo gialloverde”.