FERRAGNI VS ARGENTO

DI MARUSKA ALBERTAZZI

Io non so voi ma, personalmente, faccio parte di quella categoria di donne che hanno attraversato la propria vita col classico percorso prova/errore. In pratica, prima di azzeccare qualcosa, ho sempre dovuto fare almeno un paio di errori, prendere qualche porta in faccia, farmi fregare da una o due persone, bermi una serie di cazzate e far cadere almeno una volta le chiavi di casa in un tombino. Un po’ come in quei giochi a premi in cui il montepremi cala proporzionalmente alle domande sbagliate, se ho ottenuto qualcosa l’ho fatto sempre pagandolo caro in termini di consapevolezza, sacrifici, disillusioni. Faccio parte della categoria Superpippo, sono in squadra con quelle con i capelli né lisci né ricci, per quanti sforzi abbia fatto non sono mai riuscita a imparare a mettere l’eye liner col pennellino. Sono meglio dal vivo che in foto nonostante i filtri Instagram e convivo con la sensazione di essere bravina in quasi tutto ed eccellente in nulla.
Che poi, se ci pensate bene, metà del mondo femminile è come me. L’altra metà, no. L’altra metà, tanto per cominciare, è bionda. Che già is a state of mind. E poi ha fatto tutto quello che andava fatto, quando e come andava fatto. E’ quella metà che ha dormito nel letto rosa delle principesse da piccola, che ha fatto tutti i Natali con la famiglia riunita, che si è fidanzata col ragazzino del primo bacio e sposata col ragazzo della prima volta. È la metà che si è laureata in giurisprudenza o economia e che a pranzo è pienissssssima con 50 grammi di riso basmati e una foglia di songino. È la metà del mondo Ferragni, quella con cui, per quanto mi sforzi, non riesco ad empatizzare. Quella che, inevitabilmente, mi sta un po’ su. E no, non è una questione di invidia – se avessi sposato il ragazzino del primo bacio adesso darei le capocciate al muro – è proprio questione di incompatibilità.
Ecco perché guardo con tenerezza ad Asia Argento: perché Asia è una di noi. Mora, sdrucita, e che non ne ha azzeccata una per principio. E mentre molte di noi, con gli anni, hanno imparato a mettere da parte la furia autolesionista che ci faceva sbattere di qua e di là come falene impazzite alla ricerca della felicità, mentre molte di noi hanno fatto tesoro dei disastri di gioventù diventando più forti e anche più ciniche e guardinghe, la sensazione è che lei non lo abbia fatto né mai lo farà. In un mondo popolato per metà di donne che se cadono – quasi sempre per finta – non si spezzano nemmeno l’unghia smaltata, è normale che l’altra metà tifi per quella che se scivola – quasi sempre per davvero – si rompe il metatarso.
In un’intervista, parlando della sua storia con Corona, Asia ha detto “lasciatemi sognare” ed io sono d’accordo con lei. Se devo rilassarmi godendomi un gossip, che sia almeno un gossip che mi sta simpatico.
Hasta il rock&roll siempre.