LETTERA AD ALBA RIFIUTATA 7 VOLTE. ORA VIVE CON IL SUO PAPA’ SINGLE

 

DI CLAUDIA PEPE

“Luca Trapanese napoletano, ha adottato Alba, una bambina con la sindrome di down che era stata rifiutata da sette famiglie. Lui è un padre single che aveva maturato l’idea quando stava ancora con il suo compagno. Dopo la separazione però non si è tirato indietro e ha continuato a lottare per ottenere quel bambino che voleva con tutte le sue forze, soprattutto se difficile da collocare perché vittima di violenze o, appunto, affetto dalla sindrome di down. La sua storia, raccontata in anteprima al Corriere della Sera, diventerà presto un libro scritto a quattro mani con Luca Mercadante, dal titolo Nata per me, in uscita per Einaudi. Al quotidiano racconta della sua vita e della bambina.” (Fonte Huffingtonpost.it)

Luca da sempre svolge volontariato, lavora con i disabili e per lui è stata una scelta nata dal cuore adottare una bimba diversa, una bimba diversa per chi nella propria normalità vede degli occhi che non ha mai visto nella sua vita. Gli occhi delle persone disabili racchiudono tutto quello che noi abbiamo abbandonato. Senza accorgercene, ci siamo nascosti nell’indifferenza, nell’ipocrisia, nella freddezza delle nostre vite chiuse. Chiuse con dei chiodi di insensibilità e di distacco. Luca ha adottato Alba dopo che la bimba era stata abbandonata dopo il parto e in adozione rifiutata da sette famiglie.

Il 27 luglio Alba è stata ripartorita, venuta al mondo per la seconda volta, venuta al mondo con nome che illumina quella via così tante volte non intrapresa, perché la stupidità non è considerata una disabilità. E di questi tempi essere occhi che guardano la vita con la leggerezza e l’innocenza di cui non dovremo mai dimenticarci, è diventata una rarità.
Ti ho scritto una letterina Alba. Non so se la leggerai mai, ma per me è stata una gioia conoscerti e subito dopo amarti.
Cara piccola bambina mia, abbandonata da una donna che non è stata mai tua madre e da un padre che di fronte al tuo viso è scappato, ora vorrei cullarti tra le mie braccia. Ti hanno lasciata ancora prima di che tu potessi allungare le tue manine per cercare quel seno che ti avrebbe dovuto nutrire. Ti hanno lasciata da sola, in questo mondo ottenebrato dalla notte. Cara piccola bambina mia, sei nata con il sapore delle mandorle negli occhi, con un cromosoma che fa la differenza. Una differenza infinita tra te e la più cupa ignoranza. Un cromosoma che illumina questa vita con la tua gioia e il fragore della tua letizia. Cara piccola bambina mia, io mamma orfana di un figlio e insegnante di sostegno darei tutto per poterti stringere a me, per poterti amare, per far di te una stella tra le stelle. Ti hanno dato subito in adozione, ma le persone che desideravano avere un figlio, ti hanno rifiutata. Come un residuo di questa società malata di conformismo e di una borghesia celata da una falsa solidarietà. Cara piccolina mia, non hanno voluto sentire il tuo calore, il tuo vagito. Hanno rifiutato il tuo sorriso, la tua dolcezza, la tua tenerezza. Hanno preferito nascondersi nell’ombra di una parvenza di famiglia, dove tutto procede bene, e i bambini sono biondi con gli occhi azzurri, recitando rosari perché non diventino omosessuali, transgender. Pregando che siano i primi della classe, obbedienti e che frequentino catechismo una volta alla settimana, pianoforte e lezioni di danza. Cara piccola bambina mia, a cui adesso bacerei tutto il corpo, a cui la vita ha negato la vita, il mondo dal primo momento, ti aveva già condannata all’esilio dell’esistenza. Come vorrei adottarti subito. Ma non ho mai fatto domanda, sono troppo vecchia, e la burocrazia dell’amore è più lunga di quella della giustizia. Sette coppie ti hanno rifiutato, sette coppie che non potranno mai conoscere la bellezza che porterai in questo deserto di umanità. Ma forse quella luce che hai dispensato senza rendertene conto, ti ha illuminato, ti ha baciato sulla fronte. È spuntata una richiesta diversa: quella di un single che vorrebbe dedicarsi ad accudire un piccolo disabile. Condizioni richieste? Nessuna. Ma un single, però, non è una famiglia e questo non lo renderebbe idoneo all’adozione. Per fortuna la legge prevede delle eccezioni, e in questo caso un giudice ha avuto la possibilità di valutare il caso diversamente. E allora cara piccola bambina mia, hai lasciato genitori che non ti meritavano e hai trovato probabilmente una persona straordinaria. Una persona che non conta i cromosomi, ma guarda l’orizzonte, sa leggere l’aurora, interpreta i tramonti, trova la poesia nelle pieghe di chi soffre. Un uomo single, un uomo che non ti ha voluto negare la tua voglia di ridere, di essere persona in un mondo di fantocci mascherati da persone. L’importante, e ne sono sicura, è che ti dia tanto amore. Quell’amore che non con conosce la diversità, perché dobbiamo capire che i diversi siamo proprio noi. Noi che giudichiamo una bambina dal numero dei suoi cromosomi. E più cara piccola bambina mia scrivo, più mi rendo conto che l’adozione deve essere un grande atto d’amore e non debba essere escluso a nessuno. Anche a vecchie mamme come me. Mi arrabbio sai, di fronte all’ipocrisia di uno Stato che nega le adozioni ai single/omosessuali, ma se poi i “normali” eterosessuali o le coppie consacrate da Santa Romana Chiesa rifiutano un bambino con problemi, allora ben vengano quelle categorie di genitori definiti “sbagliati”.
L’amore, il faro di questa misera esistenza, è l’amore che trasforma il letame in diamanti. È un miracolo un cromosoma in più in un capolavoro che solo tu, bambina mia, potrai dipingere. Non vedi più i lineamenti. Vedi l’amore. Questo è l’amore per un figlio, cara piccola bambina mia.