LO SHOW DI TRUMP, DA ANATRA ZOPPA A ‘VINCITORE COMPLETO’

DI ALESSANDRO GILIOLI

1. Trumpinho. Bravissimo Trump, bisogna dirlo. Ha perso il Congresso, è un’anatra zoppa, e (soprattutto) dalle urne si è visto arrivare una nuova opposizione fatta di donne, minoranze etniche, ragazzi, insomma lontana dal vecchio estabishment del partito democratico. E lui che fa? Depista il tutto con una conferenza-stampa show in cui si dichiara “vincitore completo”, spara dati falsi, sfancula un cronista, urla a un’altra giornalista di stare seduta, accusa una terza di razzismo, fa un casino infernale poi licenzia un ministro. Oggi su tutti i media inclusa la Rete si parla solo del suo show e non della sua sconfitta. Oh, manco Mourinho è così bravo.

2. Donne. Alcuni risultati americani in realtà sono abbastanza clamorosi. A iniziare proprio da una sconfitta, quella di Beto O’ Rourke, che nel Texas ha preso quasi il 49 per cento contro il potente ex candidato alla Casa Banca Ted Cruz. L’ultima volta Cruz aveva dato 16 punti di distacco al suo avversario democratico di allora. Ma consiglio di segnarsi anche altri nomi, e non solo la Ocasio-Cortez: ad esempio Jahana Hayes, Rashida Tlaib, Sharice Davids, Debra Haaland, Ayanna Pressley, Lauren Underwood, Ilhan Omar (sì, la mia preferita ha vinto nel Minnesota, aehh-ohoh).

3. Socialisti. Da ieri gli Stati Uniti hanno tra l’altro in Parlamento, per la prima volta nella loro storia, un’ex profuga somala di sinistra, appunto, ma anche: una figlia di palestinesi scappati da Ramallah dichiaratamente socialista, due donne leader delle popolazioni native di cui una è anche attivista per i diritti delle omosessuali, un rapper noto per i suoi brani contro le ingiustizie sociali, un’ex infermiera nera che vuole il servizio sanitario universale, un’ex insegnante nera nata poverissima da una ragazza madre tossicodipendente – e socialista si autodefinisce anche il primo governatore apertamente gay, quello del Colorado. Insomma il socialismo sparisce in Italia ma vince nel Colorado e nel New Mexico. Com’è curiosa la Storia.

4. Donde. La ricerca più googlata ieri negli Stati Uniti d’America era “donde votar”. In spagnolo, non in inglese. Forse non è ancora chiaro a tutti che il domani di quel Paese sarà deciso dalle minoranze etniche, che entro vent’anni costituiranno la maggioranza. Già oggi i neonati ispanici, neri, asiatici etc rappresentano il 50,4% per cento del totale. Il futuro del pianeta è questa roba qui, piaccia o non piaccia, nonostante Trump e Salvini, nonostante il grande rinculo subculturale del presente, che è solo un frammento di storia.

5. Semmai dopo. Ma veniamo alle cose di politica nostrana. Grandi paginate sullo scazzo tra M5S e Lega sulla prescrizione, ma già mentre scrivo i due azionisti di maggioranza hanno trovato l’accordo, quindi potete anche non leggerle. Fine. (comunque la riforma grillina della prescrizione è passata ma slittata di oltre un anno, gennaio 2020. In sostanza, Salvini gli ha detto: sì sì, fate pure, tanto nel 2020 col cavolo che siete al governo).

6. Capestro. Secondo La Stampa, la maggioranza gialloverde somiglia molto al vecchio pentapartito, dove si faceva un vertice dei segretari alla settimana per evitare le crisi. Secondo il Corriere il coltello dalla parte del manico ce l’ha sempre la Lega perché Di Maio e buona parte dei suoi ministri nonché parlamentari sono già al secondo giro, e per lo Statuto M5s non possono essere ricandidati, quindi devono tirare avanti per forza anche accettando condizioni capestro, altrimenti per loro è game over.

7. Sicuri. Ah, il decreto sicurezza passato ieri prevede che saranno respinte come “manifestamente infondate” le richieste d’asilo da parte di migranti provenienti da “Paesi sicuri”. La lista dei Paesi sicuri la farà il Viminale, cioè Salvini. Ci sarà da ridere, o forse da piangere. Sicuro ad esempio che entrerà nella lista il Pakistan, considerato invece insicuro dal sito del Ministero degli Esteri, nella sezione per gli italiani che vogliono viaggiare all’estero. In sintesi: i Paesi considerati insicuri per gli italiani saranno considerati sicuri per i locali, la cui vita vale evidentemente meno.

8. Estate 2035. Peccato che Denis Verdini non conti più un cazzo: la sua ennesima condanna si piglia sì e no un trafiletto, in giro. E pensare che fino a un anno fa era un giorno sì e uno no al Nazareno, faceva la stampella della maggioranza, patrocinava il “partito della nazione” di Berlusconi e Renzi. Il “partito della nazione”, quanti ricordi, davvero nomina nuda tenemus. Comunque, per la cronaca, ieri Verdini si è preso altri quattro anni e quattro mesi per bancarotta, dopo la condanna in appello a 6 anni e 10 mesi per truffa e quella a cinque anni e mezzo per corruzione. In tutto fa 16 anni e otto mesi, iniziasse a scontarli oggi starebbe al gabbio fino alla metà del 2035. Il tutto in attesa dell’esito di un altro processo per cui l’accusa ha chiesto due anni.

9. Imparare. La Stampa racconta che in una libreria calabrese dove si proiettava “Sulla mia pelle” sono arrivati dei carabinieri, volevano la lista dei presenti. L’altro giorno anche Christian Raimo raccontava su Fb che alla presentazione di un suo libro sui giovani fascisti si erano presentate le forze dell’ordine. A me fa piacere che gli uomini in divisa frequentino eventi culturali. Imparare migliora tutti.

10. Geppetto. «I profughi hanno finito di spassarsela. Ho fermato il bandito parlandogli di Gesù. Il Geppetto gay si compra Pinocchio in Canada. La Francia ci dichiara guerra. Divino Otelma: Il mio rituale contro i barconi invasori. Vauro, ormai siamo alle luci rosse omosessuali. Alessandra Moretti, scollatura da brividi. Grande Fratello Vip, confessione sessuale di Lory Del Santo. Riattaccateve al Trump. Giulia smutandata a Uomini e Donne». (alcuni dei titoli fasciotrash di oggi. La mia collega Dondi, responsabile del sito, vuole farne un sondaggio interattivo per la consegna quotidiana di una Coppa Fasciotrash, e alla fine dell’anno si vota on line il migliore in assoluto. Che ne dite?).