STORIA DI VIOLETA: RUMENA UCCISA DAL SUO FIDANZATO ITALIANO

 

 

DI CLAUDIA PEPE

Cara Violeta avevi 32 anni e tre figli. Eri rumena e sei arsa viva. Il tuo compagno ti ha ucciso volutamente, forse perché dopo l’ennesima lite non trovava più le parole per affrontarti. Cara Violeta che avevi 32 anni e tre figli, quando è uscito da casa sabato, ti sei sentita tranquilla. Ma non sapevi che quell’uomo il 48enne Gimino Chirichella, già noto alle forze dell’ordine, era andato a comprare due taniche di benzina. Due taniche di benzina per arderti viva, per distruggerti fisicamente e nell’anima, per farti diventare polvere. Cara Violeta sei morta nel modo più crudele, nella sofferenza indicibile, nelle fiamme di quell’inferno che sicuramente tu vivevi chissà da quanto tempo. Hai avuto venti ore di agonia prima di dare il tuo corpo e la tua voglia di vivere, di lavorare, di amare i tuoi figli all’aurora che ti avvolgeva. Cara Violeta, sei arrivata in Italia con il desiderio di abbandonare una vita infame e, come tutte le persone belle, ti sei fidata. Ti sei fidata dell’orco, di un uomo che non ha voluto conoscere la tua fierezza, la tua fantasia, i tuoi sogni. Non attiravi l’attenzione perché la tua vita l’avevi consegnata al lavoro, con la tua faccia pulita come la pioggia di rugiada che bagnano solo i fiori più belli. Cara Violeta che avevi 32 anni e tre figli, vorrei svegliarti dal tuo sonno perenne per dirti che io non sto in silenzio. Non mi accodo all’omertà di questo mondo che rimane muto davanti ad una morte che toglie a tutti noi la preghiera per una donna che voleva solo vivere, stringersi con i suoi figli, abbracciare un futuro spezzato da un uomo maledetto. Un uomo che ti ha tolto il sorriso, quella scia illuminata dai tuoi occhi che guardavano sempre verso l’azzurro. Nessuno ha parlato di te, della tua morte, di quel sabato maledetto, nessun cordoglio, nulla. La tua vita e la tua morte sono passati in sordina, ma quanta vita c’era in te. Quanta vita avresti voluto vivere correndo incontro al sole accompagnata dai tuoi figli. Cara Violeta che avevi 32 anni e tre figli tu non rimarrai una pietra silente in questo mondo fantasma, che per te non ha avuto nessuna pietà. Pietà per la tua morte, per la tua agonia, per aver lasciato tre figli senza genitori. Ti avevano appesa ad una catena come i cani randagi, come le bestie da cui difendersi. Avevi accettato tutto, avevi amato anche quello che ti davano da mangiare in una ciotola.
“Violeta scusaci, abbiamo fallito, non abbiamo ascoltato le tue grida» si legge nel post pubblicato su Facebook dalla Consulta delle Amministratrici del Vallo di Diano e Tanagro. Il 48enne è stato arrestato, accusato di omicidio pluriaggravato (per futili motivi, crudeltà e premeditazione). E se nulla potrà restituire Violeta ai suoi figli, se nulla potrà ridarle la vita, in Rete risuona il nome di questa 32enne rumena. Uccisa dal compagno italiano. Perché i femminicidi non hanno nazionalità”.
Cara Violeta che avevi 32 anni e tre figli, quella donna che amava i cieli immensi, lo scollinare nelle verdi praterie, che inseguivi le stelle con lo sguardo piena di nostalgia per il tuo Paese, per la tua famiglia, per i tuoi profumi, per l’odore di una stanza piena di colori e l’allegria delle tue feste, ti hanno ammazzato come un sogno da squarciare. Ti ha ammazzato quell’uomo, ma ti abbiamo ammazzato anche nella nostra indifferenza, nel non capire la tua voglia di volare, nel non sentire il tuo dispiacere. Nella nostra mente così prive di emozioni oramai gessate da una vita che non ci appartiene più. Cara Violeta che avevi 32 anni e tre figli, sei stata una meravigliosa creatura che ha creduto nella vita, nella passione e nella luce degli occhi dei tuoi figli. Scusa questa disumanità, questa clessidra che conta solo il tempo dei migliori. Sarai sempre quella luce oltre il temporale, quella notte limpida e quella tenerezza che porteremo sempre nella nostra anima. Non hanno parlato di te perché le parole non possono rappresentare le stelle, gli asterischi, gli emblemi che in un attimo cadono su di noi. Come le lacrime che hai versato fino al tuo ultimo respiro. Grazie Violeta che avevi 32 anni e tre figli. Grazie di aver dimostrato la tua anima leggera, un’anima che non ha mai denunciato il suo mostro. Dovevi farlo Violeta, dovevi massacrarlo legalmente, dovevi preservare te e i tuoi figli, dovevi rispettarti. Sei arrivata con una valigia di cartone e te ne vai polvere. Una polvere che racchiude tutto il tuo splendore, la tua grazia e il tuo sorriso che non abbandonerà mai i tuoi figli.