CONTRACCETTIVI GRATIS PER TUTTI: VERITÀ, BUGIE E UNA PETIZIONE

DI CHIARA GUZZONATO

Il miglior metodo contraccettivo è l’astinenza. Ed è così che iniziano a pensarla molte coppie in difficoltà, che per consumare rapporti in (quasi) totale tranquillità devono sborsare una discreta quantità di euro tutti i mesi. Già, perché pillola, spirale, profilattici e via dicendo non sono rimborsati dal Servizio Sanitario Nazionale.

Così alcune regioni hanno deciso di arrangiarsi e aiutare i cittadini per conto loro: se vivi in Puglia, Emilia Romagna, Piemonte e Lombardia, sei fortunato. Nel caso del tacco d’Italia, la distribuzione gratuita avviene già da dieci anni. Ma attenzione: vale solo per donne al di sotto dei 24 anni, donne che hanno già abortito, donne nel periodo post parto, immigrate senza permesso di soggiorno, neocomunitarie e donne appartenenti a famiglie con esenzione del ticket. Situazione diversa in Emilia Romagna, dove è necessario avere meno di 26 anni, essere residente in uno dei comuni della Regione  e iscritto al servizio sanitario nazionale (dunque niente immigrati e neocomunitari). In Piemonte contraccettivi gratis per minorenni, disoccupate e donne non abbienti tra i 26 e i 45 anni. Infine la new entry Lombardia, che a fine luglio ha firmato il provvedimento per il quale vengono dati gratuitamente contraccettivi agli under 24 che si rechino in uno dei consultori familiari pubblici e privati accreditati.

C’è poi da dire che noi, come d’abitudine, sputiamo nel piatto in cui mangiamo: tutti a guardare subito oltralpe per sproloquiare (senza informarsi) che in Francia, Belgio e Germania è tutto gratis da anni. Non è esattamente così: in Francia lo stato rimborsa alcune (solo alcune) pillole contraccettive dal 1974, e dal 2013 ha reso la contraccezione gratuita per ragazze dai 15 ai 18 anni. In Belgio alcune marche sono gratuite per le under 21 e in Germania la pillola è gratis per le under 18, costa 5 euro per le under 20 ed è a prezzo intero per le over 20 (come se fossero già vecchie).

Dunque, se è vero che in Italia non siamo certo all’avanguardia, non ci pare che i nostri vicini nordici se la passino meglio: gratuità nei metodi contraccettivi solo per le under 18 o, al massimo, under 21. E dai 22 anni in su? Ci si paga tutto. Della serie, approfittatene finché siete giovanissimi, che poi il sesso inizia ad essere caro.

Tornando alla situazione del nostro stivalone italiano, il Comitato per la contraccezione gratuita e consapevole ha lanciato sul sito change.org un appello al Ministero della Salute e all’Agenzia del farmaco, chiedendo contraccettivi gratuiti per tutti i cittadini italiani.

A seguito della petizione (che ha raccolto quasi 65mila firme), l’AIFA sta valutando di rendere rimborsabile la pillola per alcune categorie di popolazione. Il Sottosegretario alla Salute Armando Bartolazzi ha annunciato di voler portare in classe A, rendendoli così rimborsabili, alcuni contraccettivi ormonali orali. Nell’attesa, mano ai portafogli.