DOMANI TUTTI UNITI IN PIAZZA CONTRO IL DDL PILLON

DI CLAUDIA SABA

Si svolgeranno domani nelle piazze italiane, varie manifestazioni per protestare contro il ddl Pillon, su separazioni e affido.
Sono tantissimi infatti, gli appuntamenti previsti in tutta Italia, con l’obiettivo di contrastare questa proposta di legge che colpisce, in modo particolare, i bambini delle famiglie che intendono separarsi.
Le regole troppo rigide non tengono infatti alcun conto delle loro esigenze.
Tra queste, l’imposizione dei tempi da trascorre con i genitori e l’obbligatorietà della doppia residenza.

Nel ddl non vengono poi salvaguardati in nessun modo i diritti delle donne che, in quanto soggetti economicamente più deboli rischierebbero di affrontare la separazione senza le necessarie tutele.

Il disegno di legge prevede l’eliminazione dell’assegno di mantenimento per i figli, sostituito dal mantenimento diretto e dall’obbligo di pagamento di un affitto, per chi resta nella casa di famiglia.

Il Ddl Pillon pone anche in grave pericolo, tutte le donne che decidono di interrompere un rapporto basato sulla violenza obbligando le stesse a mantenere, anche dopo la separazione o l’allontanamento, contatti con il maltrattante.
La decisone di voler rompere il rapporto, da parte della donna vittima di violenza, potrebbe infatti attivare nell’uomo ulteriori dinamiche, pericolose sia per le donne maltrattate che per i figli.
L’obbligo del mediatore a pagamento, previsto nel ddl, potrebbe inoltre scoraggiare le coppie a chiedere la separazione e il divorzio.
Il disegno di legge sposterebbe di fatto allo Stato, la competenza per stabilire regole sia di natura privata che affettiva.

Per questo motivo le associazioni unite, useranno ogni mezzo per contrastarla e provare ad ottenerne il ritiro immediato.

Gli organizzatori assicurano che tale protesta toccherà tutte le regioni, dal nord al sud dell’Italia.

A Roma l’appuntamento è previsto per le 11 in Piazza Madonna di Loreto, a pochi passi da piazza Venezia. Una mobilitazione a cui interverranno i centri antiviolenza, le organizzazioni sindacali, le associazioni di donne e dell’infanzia. Tutti uniti, quindi, contro le idee proposte da Pillon e bocciate da quasi centomila persone che hanno firmato una petizione lanciata dalle Donne in rete contro la Violenza.
Per il movimento “Non una di meno” il disegno di legge Pillon “propone un modello di società fondato sulla famiglia patriarcale che attacca direttamente l’autodeterminazione delle donne”. “Se il ddl Pillon sarà approvato, recita ancora la nota del movimento, sarà più difficile e costoso separarsi e bisognerà organizzare le proprie vite e la cura di figli e figlie secondo un contratto di diritto privato sottoscritto a seguito della mediazione familiare obbligatoria a pagamento”.

Anche la presidente Gloria Soavi del Cismai, ha espresso la sua totale contrarietà alla proposta di legge, che non tiene conto delle possibili ripercussioni che, certe norme, potrebbero avere sulla vita dei minori. “L’approccio del ddl Pillon è generalista” e “pensato sulle istanze degli adulti senza tener conto dei diritti delle bambine e dei bambini, delle ragazze e dei ragazzi. Abbiamo bisogno invece di avanzare sulla strada dei diritti dei minori e non retrocedere”. Il vicepremier Luigi Di Maio, intervenuto sull’argomento, ha ribadito che “questa legge non è nei programmi di approvazione dei prossimi mesi perché così non va”.
Fonti vicine al Ministero
della Famiglia riferiscono che si tratta “di una iniziativa parlamentare del senatore Pillon: seguirà il suo iter parlamentare e non è stata sottoposta al giudizio preventivo del ministro Lorenzo Fontana. Come tutte le proposte legislative avrà la possibilità di essere migliorata e modificata”.