IL TORO DI FUOCO A MEDINACELI: POCHE ORE PER FERMARE IL MASSACRO

DI MANUELA MINELLI

Si svolge ogni anno nella piazza di Medinaceli, in quel di Soria, Spagna, ma anche in altri paesi della regione iberica, nel weekend più vicino al 13 novembre, e si chiama festa del “Toro Jubilo”. Dal nome potrebbe sembrare un’allegra sagra paesana, invece è un’orribile, terrificante manifestazione, di origine pagana e di una ferocia inaudita. “Toro Jubilo”, significa “Toro di fuoco” e molte località spagnole, dopo aver acquisito la consapevolezza della crudeltà inflitta ai tori durante questa festa, hanno sostituito i tori veri con tori meccanici alle cui corna vengono attaccati petardi e fuochi d’artificio.
Nel comune di Medinaceli invece, le tradizioni vengono rigorosamente rispettate e la festa si svolge come da copione, con l’ausilio di tori vivi.
Il rituale consiste prima di tutto nell’immobilizzare il toro. Alle sue corna viene legato un palchetto di legno sul quale vengono sistemate palle di pece e materiale infiammabile a cui viene appiccato il fuoco.
Il toro viene quindi fatto scorrazzare nella piazza del paese transennata e le palle di fuoco attaccate alle corna bruciano per ore. All’inizio il toro è disorientato ma poi, quando inizia a bruciare la parte interna delle sue corna, il dolore diventa lancinante. Le gocce di pece finiscono nei suoi occhi, accecandolo. Il muso e gli occhi bruciano facendolo impazzire di dolore.
Il toro terrorizzato, con il corpo bruciato, accecato e folle, va a sbattere contro le pareti e contro le recinzioni fin quando, agonizzante, muore.
Spesso i tori tentano di uccidersi lanciandosi proprio contro i muri per porre fine al dolore insopportabile.
A fine festa, se festa vogliamo chiamarla, le carcasse dei tori vengono divise tra i partecipanti per il gustoso banchetto, perchè c’è la credenza che la carne di un animale torturato possa accrescere la loro fertilità e renderli invincibili.
Adesso, si può immaginare qualcosa di più sadico e cruento?
Gli animalisti spagnoli tenteranno, come hanno fatto già altre volte, di bloccare la manifestazione. Ma le istituzioni hanno predisposto un imponente servizio di polizia che bloccherà i manifestanti. Come è già accaduto, a Medinaceli difenderanno l’indifendibile.
In queste ore gli esseri umani di tutto il mondo stanno esprimendo il proprio dissenso, esortando i funzionari di Soria a vietare la festa del “Toro di fuoco”, indirizzando loro e-mail in cui si sottolinea che i viaggi per Soria saranno totalmente boicottati finché non si decideranno a far finire questa manifestazione arcaica, pagana, sadica e inconcepibile.
A Medinaceli quindi, tra poche ore – ossia domani alle 23 – il disgraziato toro prescelto, verrà bruciato vivo in nome di una barbara tradizione da medioevo.
Quello che segue è il testo spagnolo da inviare con la massima urgenza all’ente del turismo di Soria e al sindaco di Medinaceli: “Pedimos la ABOLICION de la fiesta tradicional del “Toro Jubilo” que se celebrará en Medinaceli el próximo 10 de Noviembre. Esta fiesta del “toro de fuego” es en realidad una terrible tortura que se cumple en un animal inocente.
La tortura NO es cultura, NO es tradiciòn, NO es fiesta, NO es patrimonio para tutelar sino una enorme e insoportable vergüenza de una sociedad que se define civilizada! No iremos a visitar vuestro pueblo, vuestra ciudad mientras se mancharà de estas intolerables barbaries“. Apponendo poi in calce la propria firma.
Questi gli indirizzi mail a cui inviare: ayuntamientomedinaceli@yahoo.es    e   turismo@dipsoria.com