LA FIORENTINA NON VINCE PIU’: ANCHE A FROSINONE E’ 1-1

DI- STEFANO ALGERINI

C’è stato un tempo in cui la Fiorentina vinceva le partite in trasferta. Non è una leggenda: succedeva davvero. Anzi, addirittura andava meglio fuori casa che in casa. Sì, sembra incredibile, lo sappiamo. E’ vero peraltro che ora come ora, visto come vanno le cose, i tifosi viola si accontenterebbero di vincere e punto. Invece niente, neanche a Frosinone (anzi, forse sarebbe più giusto dire “manco col Frosinone”, con tutto il rispetto per la squadra ciociara) la squadra di Pioli riesce a fare risultato pieno. E ora davanti ad essa si apre un baratro di sedici giorni prima di rivedere il campo. Sedici giorni che, è facile prevederlo, non saranno privi di polemiche…

Parlando dei primi tempi della Fiorentina in questo primo terzo di campionato si rischia di ripetersi. Anzi, si può anche togliere il rischia: ci si ripete. Immutabile la formazione, immutabile lo schema (4-3-3) ed immutabile l’andamento. Non che ci sia cattiva volontà, questo no, ma sembra sempre che la squadra sia leggermente “sedata”, come se ci fosse sempre qualche goccia di Lexotan nelle bottigliette dell’acqua. Non si sa se sia per via delle modeste ambizioni societarie, o dello scarsa spinta che arriva da una tifoseria sempre appassionata ma anche parecchio rassegnata, però ogni partita le cose vanno un pochino peggio. Che arrivi l’episodio favorevole o meno si assiste ad un “andante lento” in attesa degli eventi. Oggi di fronte non c’era esattamente il Barcellona, perché il Frosinone senza Ciano (che è un po’ la luce del gioco della squadra di Longo) è un’ottima squadra di serie B, bisogna dirlo onestamente. Però la Fiorentina si è adeguata subito al ritmo voluto dall’avversario, ed ecco quindi servita una partita che messa di venerdì sera è un invito alla fuga verso un qualsiasi locale per dimenticare. Ad ogni modo tirando le somme un’occasione ottima per il Frosinone con un colpo di testa di Goldaniga finito fuori di un soffio, ed un paio per la Fiorentina compreso un “autopalo” di Beghetto probabilmente però spinto alla spalle da Pjiaca. Niente di più, niente di meno, e del resto con Chiesa al minimo dei giri la Fiorentina è questa, c’è poco da fare.

Ed è infatti un’accelerazione di Federico all’inizio del secondo tempo, magicamente, a portare il solito Benassi a colpire di testa libero a sei metri dalla porta. Poi il fatto che il buon Marco non sia una punta e quindi si mandi la palla sull’omero è una cosa quasi naturale, però questo è l’anno felice per il centrocampista viola e quindi la palla si avvia lo stesso verso la porta beffando Sportiello. Ecco, manca un tempo tutto intero, ma una squadra di livello, e con una difesa valida come è quella della Fiorentina, dovrebbe tirare giù “la claire” e chiudere la partita. E invece (anche questo come al solito) Pioli fa un paio di cambi prudenziali e la squadra piano piano si ritira portandosi il nemico in casa. Certo, ci sarebbero anche le occasioni in contropiede, ma se il tuo numero 9 (Simeone, per chi si fosse distratto) non ne indovina letteralmente una (clamorosa una palla non servita a Chiesa in un 3 contro 2) e gli altri non hanno il gol nel proprio dna, c’è veramente poco da fare. E la condanna alla fine anche questa volta arriva, implacabile. E’ vero che ci vuole un tiro clamoroso di Pinamonti da fuori area, però se ti metti nelle condizioni di farti beffare se poi questo capita non puoi aggrapparti alla sfortuna.

Quarto 1-1 di fila dunque per la Fiorentina e classifica che appassisce piano piano, ma come si diceva nell’indifferenza della proprietà e anche della guida tecnica, che francamente continuando a parlare di una squadra gagliarda che gioca sempre molto bene rischia di far sentire i tifosi che vedono cose molto differenti (ma proprio molto!) una manica di imbecilli. Però come detto adesso ci sarà tempo per parlarne, l’ennesima (angosciante) sosta per le nazionali è l’ideale per dare il via ad un “fiume di parole” come dicevano gli indimenticabili Jalisse. Un po’ come quello che annualmente sotto Natale viene propinato dal comune riguardo al futuro stadio ormai in rampa di lancio. Sono una decina d’anni che è lì in quella rampa, ma adesso ci siamo davvero ha detto Nardella! Beh, magari questa volta è vero, basta crederci…