L’ITALIA DEI PARADOSSI: 7 MILIONI DI CASE VUOTE, MIGLIAIA DI PERSONE SENZA CASA

DI ANNA TITA GALLO

E’ uno dei paradossi tutti italiani: da un lato si allunga la lista di chi attende una casa popolare o di chi viene sfrattato e finisce per strada, dall’altro lato moltissimi appartamenti di proprietà pubblica non vengono dati in locazione perché non idonei e necessiterebbero di lavori di adeguamento e milioni di case di privati sono semplicemente vuote, inutilizzate.

In una città come Venezia il paradosso diventa ancora più evidente: le calli sono diventate un parco giochi per turisti in cui trovare un alloggio per residenti è un lusso e in cui ai proprietari conviene affittare per periodi brevi a gente di passaggio, o trasformare gli appartamenti in strutture turistiche. Qui un gruppo di residenti, sotto il nome di ASC (Assemblea Sociale per la Casa), pur di lavorare e vivere tra i canali, da anni preferisce agire nell’illegalità, rompere i lucchetti, entrare nelle case vuote di proprietà statale o in mano agli enti gestori, farsi carico dei lavori di ristrutturazione e, finalmente, abitarvi. Ne parleremo in maniera approfondita in un’intervista dedicata di prossima pubblicazione.

Gli ultimi dati ufficiali in materia sono quelli rilasciati dal MEF lo scorso maggio su rilevazioni del 2015. Il valore patrimoniale dei fabbricati pubblici censiti dal MEF, circa 1 milione di unità catastali, con una superficie pari a 325 milioni di metri quadrati, è stimato in 283 miliardi di euro. Il 77% è riconducibile a fabbricati utilizzati direttamente dalla P.A. (circa 217 miliardi di euro) e “indisponibile, nel breve-medio termine, per progetti di valorizzazione e dismissione”. Il restante 23% è dato in uso a titolo gratuito o oneroso a privati (51 miliardi), oppure risulta non utilizzato (12 miliardi) o in ristrutturazione (3 miliardi).
Se ci concentriamo su quel patrimonio immobiliare non utilizzato dobbiamo comunque aggiungere le caserme che nel calcolo hanno valore zero, come se 12 miliardi non fossero un dato già abbastanza insostenibile a fronte di persone che non riescono ad avere accesso ad un alloggio di qualsiasi tipo. Uno spreco enorme, anche perché si tratta di immobili che per lo Stato hanno un costo.

Altro dato allarmante, quello sulle case vuote, oltre 7 milioni. Non ci vive nessuno, a volte sono del tutto abbandonate senza alcun interesse da parte dei proprietari, molte volte sono case vacanza ma, secondo dati Istat riferiti al 2011, circa 2,7 milioni di questi immobili sono semplicemente vuoti, spesso per timore di affittarle a persone che non pagheranno con regolarità il canone di locazione. Per la cronaca, in Europa non va meglio: una casa su 6 è vuota.

Intanto si stimano in 50.724 le persone senza dimora che a novembre/dicembre 2014 hanno utilizzato almeno un servizio di mensa o accoglienza notturna nei 158 comuni italiani in cui è stata condotta l’indagine di Istat, Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Federazione italiana degli organismi per le persone senza dimora (fio.PSD) e Caritas Italiana.

Il 68,7% dei senza dimora dichiara di essere iscritto all’anagrafe di un comune italiano (il 48,1% dei cittadini stranieri e il 97,2% degli italiani). Si tratta per lo più di uomini (85,7%), stranieri (58,2%), con meno di 54 anni (75,8%). Il 76,5% vive da solo. In aumento le quote di chi è senza dimora da più di due anni (41,1%) e di chi lo è da oltre 4 (21,4%).

La casa è un lusso o un diritto? Troppe persone, per motivi differenti ma ricorrenti e ben noti (perdita del lavoro, della famiglia, povertà estrema, marginalità), non riescono ad avere un tetto sicuro sopra la propria testa, proprio mentre una fetta enorme di patrimonio immobiliare pubblico e privato viene sprecato, resta chiuso, abbandonato, a subire il degrado del tempo. Alcune zone del Paese, quelle del Sud in particolare, sono in preda allo spopolamento, altrove non si smette di costruire. Cemento chiama cemento. Il consumo di suolo dagli anni del dopoguerra è aumentato del 184%. E’ come se avessimo interamente ricoperto di cemento una superficie pari all’incirca a quella della Liguria (dati Ispra 2017).

Oggi in Italia 1 milione e 619 mila famiglie sono in condizioni di povertà assoluta e 1 milione e 708 mila famiglie sono in una situazione di “disagio economico da locazione” (dati Federcasa – Nomisma).

Ecco anche i dati sugli alloggi che fanno capo al’ERP (Edilizia Residenziale Pubblica):

Che fare, dunque? Sistematicamente ormai si punta il dito contro le caserme inutilizzate. In casi come Milano si sono rivelate preziose per gestire l’emergenza profughi, ma occorre un piano a lungo termine per valorizzarle, recuperarle e dare loro una nuova vita. Perché non ricavarne alloggi a prezzo popolare? L’Italia se lo chiede da tempo e in effetti qualcosa negli ultimi anni si è mosso, seppur lentamente. Quasi ogni grande città avrebbe un suo esempio da menzionare. Come l’ex caserma Gonzaga-Lupi di Toscana, tra Firenze e Scandicci, che dopo un decennio di inutilizzo, grazie anche a un contributo di 260 mila euro proveniente dall’Agenzia del Demanio, è avviata verso un progetto di riqualificazione che prevede aree verdi, piste ciclabili, aree pedonali, zone commerciali e spazi sociali, con un 60% del totale destinato comunque al residenziale e, in parte, all’housing sociale. Il progetto c’è, ma al momento i 33 mila metri quadrati sono ancora in balia delle occupazioni e del degrado che lo hanno caratterizzato nel corso degli anni.

L’Italia dei paradossi: 7 milioni di case vuote, migliaia di persone senza casa