DON BIANCALANI QUERELA SALVINI PER DIFFAMAZIONE: VALORI UMANI OFFESI

DI LUCA SOLDI

 

Che la misura fosse colma lo si sapeva già da tempo, il ministro degli Interni non ha mai fatto mistero della sua avversione per quel parroco della diocesi Pistoia e malgrado il tentativo spesso vano di mimetizzarsi, le offese di Salvini, adesso, finiranno dentro l’Aula di un Tribunale
Si perché don Massimo Biancalani, il sacerdote impegnato nell’accoglienza dei migranti, in quel vero e proprio “ospedale da campo” che è ormai diventata la Chiesa di Santa Maria Maggiore a Vicofaro, ha deciso di querelare Matteo Salvini.
Lo ha fatto seguendo la legge, con le armi di chi ritiene ormai non sopportabile la sequela di ingiurie all’impegno nel suo magistero.
Lo ha fatto attualizzando le parole di Papa Francesco che puntano ad una Chiesa in “uscita” per farsi prossimi e custodi degli ultimi, di quanti si vorrebbe scartare nel nome degli egoismi e delle paure.
A seguire don Massimo, un legale che già da tempo ha preso a cuore le vicende della Parrocchia, Elena Baldi.
Le accuse sono gravi ma rendono bene l’idea di come l’accanimento verso chi cerca di mettere in pratica la Parola del Vangelo, si tratta di: diffamazione aggravata a mezzo stampa, calunnia e omissione di atti d’ufficio.
Don Massimo Biancalani, lo aveva promesso già a fine agosto, dopo che il vicepremier aveva commentato con due post sui social la notizia della chiusura del centro di accoglienza di Vicofaro per motivi di sicurezza:
“Tempi duri per il prete che ama attaccare me e circondarsi di presunti profughi africani, ancora un po’ e la canonica scoppiava… Chiuso” questo il post FB di Matteo Salvini, risalente al 28 agosto scorso che aveva contestato Biancalani. Poco dopo in un altro tweet il ministro e segretario della Lega aveva parlato non più di “presunti profughi” ma di “clandestini africani”. In entrambi i post la foto ritraeva il parroco abbracciato a un migrante.
Nella querela sono finite coinvolte anche 22 persone che si accodarono ai messaggi del leader leghista scrivendo frasi offensive e mai ne cancellate ne rettificate da Salvini. Sul caso, come riporta Il Tirreno, adesso si trova ad indagare la stessa procura di Pistoia.
Immediata la reazione del ministro dell’Interno: “Ecco, mi mancava questa”, si legge in un tweet, del ministro degli Interni.
Ma nella struttura di Vicofaro non sono ospitati “presunti profughi” o “clandestini”, bensì “soggetti regolarmente censiti dalla Prefettura”, tiene a precisare don Biancalani che per altro ospita anche senza tetto di origine italiana.
Anche perché parlare di clandestini, poi, implica che il parroco abbia commesso il reato di favoreggiamento all’immigrazione clandestina. Un’accusa ingiusta e che può configurarsi come calunnia oppure al limite, come omissione di atti d’ufficio.
Ma anche una semplice constatazione dei fatti rilevabile dal fatto che il ministro dell’Interno è un pubblico ufficiale e che qualora fosse venuto a conoscenza che a Vicofaro venivano ospitati dei clandestini, sarebbe stato in dovere di legge denunciare il fatto.
Nella querela don Biancalani ha ipotizzato il reato di diffamazione anche nei confronti di 22 “odiatori”, i cui commenti non sono stati cancellati da Salvini. Figure che come spesso capita sui social, prendendo lo spunto dal post iniziale del ministro, hanno scaricato in modo feroce maleparole e menzogne contro il sacerdote pistoiese.
Per loro la magistratura ha dato mandato alla polizia giudiziaria di individuarne le identità, poiché nascoste dietro nomi di fantasia. Il leader leghista, invece, secondo Il Tirreno per il momento non risulta iscritto nel registro degli indagati.
Contattato da Il Fatto, don Massimo Biancalani ha chiarito i motivi che lo hanno spinto a presentare querela. “Se un ministro offende pubblicamente, fa capire di voler offendere o dice cose non vere nei suoi post è chiaro che chi lo sostiene poi segua quel modello”, spiega. “Salvini dovrebbe usare i media in modo più corretto e rispettare il pensiero altrui. Abbiamo bisogno, ora più che mai, di una politica seria e responsabile”. In poche battute, il parroco di Vicofaro sposta il discorso sul tema dell’immigrazione. “È un problema umanitario enorme. Nessuno ha la ricetta perfetta anche s’è evidente che noi siamo molto critici e negativi verso le politiche di questo governo però non si può far passare per bandito chi realizza dei progetti e prova a risolvere le cose”. Evidente il riferimento di don Biancalani verso anche il sindaco di Riace Mimmo Lucano, che ha incontrato di recente, accompagnato dal presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi.
A questo proposito arriva una stoccata che coinvolge anche all’ex ministro degli Interni, Minniti colpevole secondo molti, di aver iniziato una vera guerra contro le Ong, contro il sentimento di umanità, spianando la strada alle attuali politiche messe in atto da Salvini, perché:
“Queste organizzazioni sono state criminalizzate. Ed è stato fatto già dal precedente governo. Le storie di Medici senza frontiere o dei ragazzi della Jugend Rettet non possono essere bollate come storie di chi lavora in combutta con gli scafisti”,.
E poi concludendo, don Massimo è tornato nel cuore del problema: “Noi nel nostro piccolo cerchiamo di togliere tanti ragazzi dalla strada, di fare cultura, di creare occasioni di incontro. Abbiamo tantissime richieste, specie ora che si avvicina l’inverno. Perciò non oso immaginare cosa succederà quando entrerà in vigore il Decreto sicurezza. Sarà una crisi umanitaria”.
Si, don Massimo, viene da dire, sarà sicuramente una crisi umanitaria.
Torneremo a vedere tanti giovani migranti vagare senza meta nelle nostre periferie, nei piazzali delle stazioni ferroviarie, qualcuno di sicuro cadrà nelle maglie delle malavita ed allora la sensazione di paura ed insicurezza crescerà facendo puntare l’indice di nuovo contro quegli ultimi degli ultimi.
Facendo portare la platea dei cittadini “distratti” a chiedere nuovo rigore, nuove sopraffazioni verso i migranti.
Allora Salvini, quel giorno, potrà dire di aver raggiunto il suo obiettivo finale.
Potrà pensare ad un nuovo capro espiatorio a meno che le persone come don Massimo non riescano a far comprendere che la strada per una umanità migliore non passa certo dalle politiche che offendono i principi costituzionali e ( per quanti si riconoscono nella fede religiosa) nella attualizzazione del Vangelo.