GIULIA DONA IL MIDOLLO PER SALVARE IL PADRE. QUANDO L’AMORE DIVENTA CURA

DI DARIA FALCONI

Si dice che l’amore sia quella forza incontrollabile che sceglie per noi come agire. Indipendentemente dalla nostra razionale volontà, è l’istinto primordiale che abbiamo di amare che sceglie per noi in alcuni casi.
Ed è stato questo che ha spinto la giovanissima Giulia Muttoni, studentessa di Milano, a donare il midollo osseo al padre per salvarlo. Nessuna esitazione, forse un po’ di paura, ma la ventunenne lombarda ha condiviso sui social questa sua scelta così convinta quanto audace distesa sul lettino dell’ospedale con il sorriso ingenuo della sua età.
E in questo caso è forse vero che non tutto il social vien per nuocere. Come lui le donò la vita, afferma lei in descrizione alla foto postata, ora è arrivato il momento di ricambiare e aggiunge: <<È strano rendersi conto che la vita di una persona dipende dalla tua; si crea un rapporto viscerale, fortissimo, esclusivo>>. Una risposta così ovvia quanto coraggiosa che si conclude con un invito ai giovani ad iscriversi all’ADMO, l’associazione donatori di midollo osseo. Un richiamo all’attenzione per comprendere che questi gesti non comportano dolore e scompiglio, ma solo tanta speranza e soddisfazione.
Ed è interessante e commovente ricordare l’analogo episodio raccontato dal giornalista Massimo Gramellini che la scorsa primavera scriveva nella sua rubrica l’articolo “al di là del rene e del male”. Raccontava nel suo trafiletto la storia, avvenuta sempre a Milano, di un “rene” donato con l’intento di compiere un gesto di generosità, senza avere un preciso ricevente.
E nessuno tra medici e psicologi è riuscito a capire le motivazioni che hanno spinto l’autore del gesto a fare del bene restando nascosto. Anime come le loro però, come dice anche Giulia, aiutano a ritrovare quel briciolo di fiducia nell’essere umano che consideriamo perso. E dunque ringraziandola e ammirando il suo esempio, almeno oggi ricordiamoci che il bene esiste.