SINTESI DELLA SETTIMANA POLITICA TRASCORSA, AL NETTO DELLA SENTENZA RAGGI PREVISTA PER OGGI

DI ALESSANDRO GILIOLI

Sintesi della settimana politica trascorsa, al netto della sentenza Raggi che arriva oggi, pare.

1. Il M5S è in crisi nera non tanto perché superato nei sondaggi quanto proprio per quello che sta succedendo nei Palazzi dove si decidono le cose. Salvini ormai fa il bello e il cattivo tempo, vince tutti i bracci di ferro e se gli va li irride pure, i suoi alleati.

2. I capataz grillini attuali non possono staccare la spina altrimenti rischiano di perdere ma soprattutto perché non possono puntare a un altro giro, c’è il vincolo dei due mandati, semmai toccherebbe a Dibba. Insomma hanno le mani legate e si vede, devono digerire tutto.

3. Senza dire che in caso di voto Salvini ha due potenziali alleati che insieme valgono almeno il 10 per cento. Il M5S no.

4. Si dice che Di Maio sia insoddisfatto dei suoi ministri ma non è questo il punto. Il punto è che per provare a ribaltare almeno un po’ i rapporti di forza deve portare a casa al più presto il reddito minimo, vincere su questo e incassarne i consensi. Sembra l’unica possibile strategia per loro, l’unica luce in fondo al tunnel che hanno.

5. Le istituzioni Ue dicono che l’economia italiana andrà male ma non è solo una previsione: è anche un’arma nelle mani delle stesse istituzioni europee. In altre parole: il loro atteggiamento non è ininfluente su spread, attacchi speculativi etc. Non è un neutrale biologo col microscopio, è un attivo chimico che può aggiungere e togliere sostanze.

6. Al momento in termini partitici non c’è alcuna forma di vita significativa fuori dal derby gialloverde. Del Pd non si avranno notizie decenti almeno fino alle primarie – e non è affatto detto che dopo arrivino, anzi i renziani puntano a tenere il partito sotto sequestro pure dopo, se Zingaretti non sfonda. Forza Italia si avvia a diventare la corrente moderata della Lega in cambio di salvaguardie e poltrone nella prossima legislatura.

7. Un po’ di ‘opposizione esiste invece – minoritaria, s’intende – fuori dai partiti e in pezzi della società, dell’associazionismo, in qualche corpo intermedio, in qualche piazza. Ma è un arcipelago disordinato e senza rappresentanza politica.