VIRGINIA RAGGI ASSOLTA PERCHÉ IL FATTO NON COSTITUISCE REATO

DI CLAUDIA SABA

È bastata soltanto un’ora al giudice di Roma, Roberto Ranalli, per porre fine al caso giudiziario di Virginia Raggi, sindaca di Roma.
Assolta perché il fatto non costituisce reato.
Con queste parole il Tribunale di Roma mette fine a due anni di attacchi mediatici e politici che hanno duramente colpito la prima cittadina di Roma sin dai primi mesi del suo insediamento.
Virginia Raggi commenta così, sul suo profilo social:
“A TESTA ALTA per i miei cittadini. Li ringrazio per il sostegno e l’affetto che mi hanno dimostrato.
Per i miei cittadini in questi due anni sono andata avanti.
A testa alta.
Ho fatto tutto con correttezza e trasparenza nell’interesse di Roma, perseguendo gli ideali di giustizia nei quali credo fermamente.
Umanamente è stata una prova durissima ma non ho mai mollato. Credo in quel che faccio.
Questa sentenza spazza via tutto il fango prodotto per screditarmi, le accuse ingiuriose, dei sorrisetti falsi che mi hanno rivolto, le allusioni, le volgarità, gli attacchi personali che hanno colpito me e la mia famiglia.
Mi auguro che quanto accaduto a me possa divenire una occasione per riflettere: il dibattito politico non deve trasformarsi in odio”.
Due lunghi anni che hanno pesato come un macigno su Roma e su Virginia Raggi.
L’accusa, sostenuta dai pm, aveva chiesto 10 mesi di reclusione per il falso.
I tre difensori della sindaca, ne avevano invece chiesta l’assoluzione.
La sentenza è stata accolta con grande commozione da Virginia Raggi che ha pianto e poi abbracciato in aula, le persone a lei più vicine.
Il processo era incentrato sul ruolo avuto da Raffaele Marra nella realizzazione della nuova macrostruttura capitolina.
Si era ipotizzato che la Raggi fosse stata spinta a mentire sia per coprire un possibile abuso d’ufficio in concorso con Marra, accusa poi archiviata dopo qualche mese, che per una possibile richiesta di dimissioni da parte del M5S.
Il Pm attenderà la lettura della sentenza prima di pronunciarsi su un eventuale ricorso.