A PROPOSITO DEL REFERENDUM ATAC

DI GIULIA RODANO

Bisogna votare due no nei referendum che propongono (dicono) la messa a gara del servizio di trasporto pubblico.
Perché i due quesiti propongono una bugia.
1. È impossibile liberalizzare e creare la concorrenza nel trasporto urbano. È quello che si chiama un monopolio naturale. Pensare che avremo due società che gestiscono le stesse linee (per esempio il 46 o il 62 o il 628) e si fanno concorrenza?
No. Mettere a gara significa solo avere un monopolio privato al posto di uno pubblico. E il monopolista privato dovrà guadagnare e quindi dovrà ridurre le corse, aumentare le tariffe, ridurre i salari, oppure chiedere più soldi al Comune.
2. È già successo. Perché nel trasporto pubblico romano c’è già una società privata, che ha ridotto i servizi, ottenuto la proroga della concessione senza gara e aumento dei finanziamenti da parte del comune.
Non è vero che la gara toglierà di mezzo la politica, perché i privati cercheranno il sostegno della politica per vincere e per gestire, per ottenere proroghe e allontanare controlli. Le autostrade non vi hanno insegnato niente?
3. Non è vero che mettere a gara migliorerà i servizi. Per migliorare il servizio pubblico occorrono finanziamenti e non tagli, correttezza di gestione e non clientela, politiche di sostegno al mezzo pubblico e di penalizzazione del trasporto privato. E non c’è gara che possa garantirci questo. Solo buona politica e controllo pubblico.