ECCO COME FUNZIONA LA NUOVA ROTTAMAZIONE TER PER IL 2019.

DI MARINA POMANTE

Parte la nuova rottamazione delle cartelle con la pubblicazione dei moduli di domanda sul sito dell’Agenzia delle Entrate Riscossione, le domande dovranno essere inoltrate entro il 30 aprile 2019, data di scadenza per l’adesione.

Il testo del decreto fiscale 2019 illustra come funziona la rottamazione-ter. Le cartelle ammissibili alla pace fiscale, sono quelle tra il 2000 e il 2017.

I contribuenti che ricorreranno alla rottamazione-ter pagheranno così i debiti fiscali in un periodo di cinque anni in tranche di 10 rate. Le scadenze da osservare nell’anno saranno due: il 31 luglio e il 30 novembre, mentre gli interessi applicati sulla rateizzazione saranno del 2% annuo anzichè del 4,5%.

Le intenzioni del Governo sono di attirare il maggior numero di cittadini facendo leva sul maggior tempo concesso e sull’abbattimento degli interessi in merito alla rateizzazione. La stima del Governo è di un gettito di circa 11 miliardi di euro.

Non si tratta di “pace fiscale” (originariamente prevista dal contratto di Governo che ipotizzava il pagamento delle imposte dovute in percentuale dal 6 al 25 per cento in base alla propria situazione reddituale). Come spiegato nel decreto fiscale 2019 sarà molto simile alle precedenti definizioni agevolate, il debito dovrà essere onorato integralmente e lo sconto interessa unicamente le sanzioni e gli interessi. Facendo un esempio: se il debito contestato fosse di 10.000 euro e comprensivo di interessi e sanzioni fosse lievitato fino a 12.000 euro (ipotesi puramente indicativa) il debitore si troverebbe a pagare all’Agenzia delle Entrate Riscossione, il solo debito originale ossia i 10.000 euro, con la modalità della rateizzazione illustrata.

Chi ricorrerà alla rottamazione si troverà quindi a dover pagare solo la somma capitale (l’importo contestato all’origine) e gli interessi iscritti al ruolo, l’aggio, i diritti di notifica della cartella di pagamento e delle spese esecutive, ma non dovrà integrare nel pagamento le sanzioni, gli interessi di mora e le sanzioni civili comprese nei crediti di natura previdenziale.

Alla rottamazione-ter saranno ammesse le cartelle affidate a Equitalia e all’Agenzia Entrate Riscossione comprese tra il primo gennaio 2000 e il 31 dicembre 2017.

La possibilità di scegliere la formula delle 10 rate spalmate in 5 anni non è naturalmente vincolante e chi farà domanda di adesione potrà scegliere anche di pagare in un’unica soluzione.

E’ fissato al 30 aprile 2019 il termine ultimo entro cui fare domanda, che va presentata tramite l’apposito modello DA-2018. Le modalità di presentazione sono: in via telematica, con l’apposito modello interamente compilato e corredato di copia del documento d’identità alla casella PEC (posta elettrica certificata) della Direzione Regionale dell’Agenzia delle Entrate Riscossione, oppure presso gli sportelli dell’Agenzia Entrate Riscossione, presenti in tutta Italia ad eccezione della Sicilia.

I contribuenti che avranno presentato la richiesta di adesione riceveranno entro il 30 giugno 2019 la comunicazione delle somme dovute, dove sarà indicato l’importo residuo. I contribuenti riceveranno anche i bollettini di pagamento in base al piano di rate indicato nel modello DA-2018.

Nella rottamazione-ter 2019 saranno ammessi anche quei contribuenti decaduti (a causa del mancato pagamento delle entrate), da precedenti definizioni agevolate. Per aderire alla nuova rottamazione i contribuenti dovranno eseguire i versamenti delle rate scadute a luglio, settembre e ottobre entro il 7 dicembre 2018.
Potranno aderire alla rottamazione ter i contribuenti che non hanno concluso il pagamento delle rate relative alla prima rottamazione (DL 193/2016).
Anche i contribuenti che hanno aderito alla rottamazione del DL148/2017 e non hanno onorato tutte le rate scadute entro il 31 dicembre 2016 di vecchi piani di dilazione in essere alla data del 24 ottobre 2016, potranno fare richiesta di adesione alla rottamazione ter.

Potranno fare domanda di rottamazione anche i contribuenti con debiti risultanti da carichi affidati all’agente della riscossione rientranti nei procedimenti instaurati a seguito di istanza presentata dai debitori (legge 27 gennaio 2012, n.3).

La rottamazione riguarderà anche le multe del codice della strada ma ad essere condonati saranno soltanto gli interessi previsti dalla legge, l’importo originario resterà contestato.

Restano invece esclusi dalla rottamazione delle cartelle i debiti risultanti da carichi affidati agli agenti della riscossione relativi a:
risorse proprie tradizionali previste dall’articolo 2, paragrafo 1, lettera a), delle decisioni 2007/436/CE, Euratom del Consiglio, del 7 giugno 2007, e 2014/335/UE, Euratom del Consiglio, del 26 maggio 2014, e l’imposta sul valore aggiunto riscossa all’importazione.
Le somme dovute a titolo di recupero di aiuti di Stato ai sensi dell’articolo 16 del regolamento (UE) 2015/1589 del Consiglio, del 13 luglio 2015;
i crediti derivanti da pronunce di condanna della Corte dei conti;
le multe, le ammende e le sanzioni pecuniarie dovute a seguito di provvedimenti e sentenze penali di condanna.
Le sanzioni diverse da quelle irrogate per violazioni tributarie o per violazione degli obblighi relativi ai contributi e ai premi dovuti agli enti previdenziali.

Anche se Salvini ha promesso ancora delle novità sulla pace fiscale, non esiste per il momento la possibilità di un condono “vecchio stampo”, comunque la nuova rottamazione delle cartelle presenta facilitazioni evidenti.

In caso di rateizzazione l’importo degli interessi dovuti per ogni rata sarà dello 0,3% a fronte della misura ordinaria pari al 4,5% (previsto dall’art. 21 del DPR n. 602/1973 ed applicato nelle precedenti definizioni).

Poi il numero delle rate, che potrà arrivare fino a dieci e potranno essere pagate in cinque anni e inoltre, a beneficiare della dilazione lunga del pagamento, saranno anche le rottamazioni in essere (quelle di cui al DL 148/2017). Per essere precisi, le due precedenti definizioni agevolate prevedevano tempi stringenti e ravvicinati, e hanno provocato disguidi a molti contribuenti che si sono trovati in difficoltà non potendo onorare con continuità il versamento delle rate.

Un ulteriore “vantaggio” per il contribuente che farà domanda di rottamazione è costituito dalla possibilità di utilizzare in compensazione per tutti i versamenti necessari a perfezionare la definizione. Quelli eventualmente che vantano crediti allo stato attuale, risultano non prescritti, certi, liquidi ed esigibili, derivanti da: somministrazioni, forniture, appalti e servizi (anche professionali), maturati nei confronti della Pubblica Amministrazione.