SERIE A : UNA GRANDE ATALANTA STRAPAZZA L’INTER 4-1

Di VANNI PUZZOLO

 

Clamoroso tonfo della squadra di Spalletti a Bergamo: l’Atalanta

domina e vince con merito: la squadra di Gasperini va in rete con i difensori Hateboer e Mancini, al terzo centro consecutivo, e Djimsiti, inutile il temporaneo pareggio di Icardi su calcio di rigore ad inizio ripresa.
Espulso Brozovic nel finale per doppio giallo.
Gomez nel recupero trova anche l’eurogol.

Cade rovinosamente l’Inter dopo 7 vittorie consecutive, che, evidentemente, paga la fatica di Coppa, la rincorsa in campionato e anche la grande prestazione-condizione della squadra di Gasperini.

L’Atalanta aggredisce l’Inter fin dall’inizio, trova il vantaggio già all’8’ ma è solo un caso che finisca il primo tempo con un solo gol di vantaggio.

Il dominio è netto, per ritmo, per forza fisica, per aggressività, ma anche per valori tecnici: Ilicic su tutti, ma anche Zapata e Gomez hanno fatto vedere i sorci verdi alla difesa interista e solo un grandissimo Handanovic, nel primo tempo ha tenuto in vita l’Inter: un auto-palo di D’Ambrosio e almeno tre parate decisive e due errori clamorosi di Ilicic, hanno tenuto il risultato in bilico.

La squadra di Spalletti è scesa in campo quasi svuotata, forse troppe le energie fisiche e nervose spese con il Barcellona, Asamoah ha una partenza sonnolenta, D’Ambrosio, ma anche la coppia centrale Miranda e Skriniar sono sempre in difficoltà, e negli esterni l’Atalanta sfonda con facilità.

Approccio probabilmente sbagliato per Icardi e c., ma tutta la squadra ha subito, anche fisicamente, l’Atalanta che aggrediva l’Inter sempre in superiorità numerica e la difesa, sin ad oggi, la migliore del campionato, ha ballato continuamente.

Le palle gol si sprecano, ma soprattutto sorprende la continua superiorità numerica che riesce ad avere dentro l’area interista, l’Inter è sempre in difficoltà, e il fischio di chiusura di primo tempo è un sollievo per Spalletti.

Il tecnico interista aveva avvicendato De Vrji con Miranda e Vrsaljko con D’Ambrosio, risparmiando un Nainggolan che non sta ancora bene e riproposto Gagliardini dopo la buona prova con il Genoa e i due gol.

Gasperini doveva rinunciare a Masiello e Talomino, ma la squadra bergamasca di vede che è in fiducia e sta bene, e tutti, Ilicic di più, hanno disputato una gara strepitosa.

La ripresa sembrava aprirsi come sempre accade nel calcio: chi troppo spreca, poi paga pegno.

Dopo un minuto (46’) un disimpegno sbagliato di Berisha serve Politano in area che pur non approfittandone più di tanto prova una mezza rovesciata che finisce nel braccio di Mancini, a dire il vero anche abbastanza aderente al corpo: Maresca non ha dubbi e concede il rigore, quando Il protocollo Var avrebbe consigliato di andarlo a rivedere.
Ovvio non può essere un chiaro errore, ma qualche dubbio lo suscita, il Var rimane silente e Icardi trasforma.

Seguono dieci minuti di discreta Inter al punto che l’idea era che potesse anche portare a casa la vittoria, Borja Valero aveva sostituito uno stanco Vecino e ora il fraseggio sembrava più fluido.

L’Atalanta però non ci sta, e sopporta bene questi 10 minuti, che magari gli servono anche per rifiatare, visto il ritmo alto tenuto, ma poi ricomincia a giocare e per l’Inter è di nuovo notte fonda.

Su una punizione laterale, sempre ben calciata da Gomez,(17’) Mancini stacca imperiosamente e riporta in vantaggio l’Atalanta, con il suo terzo gol consecutivo, e se vengono meno anche queste certezze, ( l’Inter non aveva mai preso gol su palla inattiva) poi fare risultato diventa difficile.

Da questo momento anche i cambi di Spalletti diventano vani, Balde e Vrsaljko per Politano e Miranda, ma se l’Inter non c’è, l’Atalanta c’è e continua a dominare.

Ancora su calcio d’angolo (43’) arriva e sempre di testa il terzo meritato gol bergamasco, senza che l’Inter fosse riuscita a creare una nitida palla gol per il pareggio.

E nel recupero arriva anche il quarto, umiliante, gol di Gomez che trova una traiettoria tutta sua e da sinistra lascia partire un destro a rientrare che si insacca.
Per l’Atalanta è la quarta vittoria consecutiva, che la riporta nella classifica che merita.

Per l’Inter è un naufragio, sotto la pioggia, una caduta anche clamorosa, che riporta l’Inter sulla terra, dopo la Champions e le sette vittorie consecutive che l’avevano portata al secondo posto e indicata come possibile antagonista juventina.

Ma si sa, la Champions prosciuga energie, e l’Inter, ogni volta che viene additata come rivale juventina, sarà un caso, ma ha un crollo, dunque meglio evitare, e fare un bagno salutare di umiltà: questa Atalanta è sicuramente una squadra difficile da affrontare che diventa difficilissima se non trovi mai i tempi per contrastarli e soprattutto se non l’affronti con la condizione psico-fisica giusta.

La sosta arriva opportuna, l’Inter pur partendo male, ha fatto una bella rimonta in campionato, ha buone possibilità di arrivare agli ottavi di Champions, ma serve ricaricare le energie e ripartire con la testa bassa e con pochi voli pindarici.

Lo scudetto non è cosa da Inter.