CASO DESIRÉE, FERMATO UN PUSHER ITALIANO

DI CLAUDIA SABA

Marco Mancini, 36 anni di Roma, era da tempo ricercato dalla squadra mobile della capitale.
Gli investigatori ritengono sia stato proprio lui a fornire gli psicofarmaci utilizzati per stuprare Desiree Mariottini.
L’uomo è stato rintracciato alla fermata della metropolitana linea C” Pigneto”, dagli agenti del Commissariato San Lorenzo, su ordine della procura di Roma.
È accusato di aver ceduto cocaina, eroina e psicofarmaci ai frequentatori dello stabile di via Dei Lucani
nel quartiere San Lorenzo.
Solo di recente Mancini aveva iniziato a spacciare nel quartiere ed era stato aggredito più volte dagli spacciatori della zona.
Al momento del fermo è stato trovato in possesso di 12 dosi di cocaina e psicofarmaci.
Chi ha rifornito gli spacciatori di Via dei Lucani, era perfettamente a conoscenza che il mix avrebbe potuto uccidere Desirée.
In preda a una crisi di astinenza da eroina, la giovane è diventata facile preda per i suoi stupratori.
In carcere per la morte della ragazza, Mamadou Gara, Brian Minteh, Chima Alinno, e Yusif Salia. Quest’ultimo fermato a Foggia.
Sono tutti accusati di aver drogato, ucciso e violentato Desiree, ritrovata morta nei capannoni abbandonati nella notte fra giovedì 19 e venerdì 20 ottobre.
Nei confronti dell’uomo non sono emersi precedenti e pertanto, totalmente sconosciuto alle forze dell’ordine.
In seguito all’arresto di Mancini, il ministro dell’interno Matteo Salvini ha dichiarato:
“Per me, possono esserci coinvolti africani, italiani, eschimesi o chiunque altro, vanno blindati e incarcerati. Il problema è che la normativa sullo spaccio di droga è troppo blanda”.