DENIS VERDINI CONDANNATO PER BANCAROTTA A 4 ANNI E 4 MESI

DI DARIA FALCONI

Quattro anni e 4 mesi. E’ l’ultima condanna (la terza di questo anno) per l’ex senatore di Ala (Alleanza Liberalpopolare – Autonomie) e di Forza ItaliaDenis Verdini, . Prima la procura di Firenze lo ha indagato con l’accusa di bancarotta fraudolenta riguardo al fallimento della Società Toscana Edizioni e nell’aprile del 2018 il PM Luca Turco lo ha condannato a 5 anni e mezzo
Poi c’è stato il caso dello scorso luglio per il quale è stata chiesta la sua condanna dal pubblico ministero di Roma Erminio Amelio, a seguito del processo per la compravendita di un immobile di via della Stamperia, nel centro storico di Roma. E arriva ora il terzo caso che lo vede di nuovo protagonista, quello del crac della banca Credito Cooperativo Fiorentino di cui è stato presidente per vent’anni e che è fallita nel 2012. Verdini è stato condannato per bancarotta preferenziale e truffa ai danni dello stato. Il processo in questione vedeva coinvolta la Ccf e La Arnone srl impresa di costruzioni di Campi Bisenzio di Ignazio Arnone condannato a tre anni. In difficoltà economica. ed indebitata per 4milioni di euro, con il ccf. per rientrare della esposizione debitoria, Verdini incaricò per dei lavori di ristrutturazione la Cdm, impresa intestata al figlio di Ignazio, Marco Arnone .Parte dei pagamenti vennero devoluti dalla Cdm alla Arnone srl a fronte di fatture per presunti lavori in subappalto (ma la Arnone srl era inattiva), e da questa utilizzati per pagare le rate del debito con la banca.
Prima della requisitoria, Verdini si è dichiarato convinto della “linearità” dei passaggi e che la Arnone era in difficoltà ma non a rischio fallimento. Gli Arnone avrebbero deviato il corso di gran parte dei proventi dell’appalto alla Banca di Verdini con l’obiettivo di ridurre la loro esposizione debitoria con il ccf. L’accusa ha dimostrato invece che le operazioni effettuate da Verdini avrebbero avuto lo scopo di avvantaggiare la sua banca, , affinché questa potesse rientrare dei soldi prestati a una delle due imprese edili degli Arnone.