IN ANTEPRIMA A PARIGI IL NUOVO HARRY POTTER

DI GIOVANNI BOGANI

Grande prémière mondiale, giovedì scorso a Parigi, con Jude Law, con Eddie Redmayne e con tutti i protagonisti di “Animali fantastici: i crimini di Grindelwald”. Che è il secondo dei cinque prequel/spinoff previsti della saga di Harry Potter. C’erano tutti, tranne uno: Johnny Depp. Che forse, del film, è la presenza più luciferina e fiammeggiante: un “vilain” con una illogica capigliatura platino nazi/punk, e con gli occhi diversi l’uno dall’altro, in stile Marilyn Manson.

“Animali fantastici: i crimini di Grindelwald” uscirà in Italia giovedì prossimo, con 24 ore di anticipo sugli Stati Uniti, dove però verrà proiettato anche negli Imax e negli Imax 3D. A sceneggiarlo, J. K. Rowlings, la creatrice di tutta la saga di Harry Potter: la sceneggiatura uscirà in forma di libro a dicembre, pubblicata da Salani.

Tanti i temi del film: lo scontro fra bene e male, ma anche sensi di colpa che affondano lontano, la paura dell’altro, tensioni razziali, il desiderio di libertà. Tutto questo ambientato nell’Europa del 1927, investita da forti venti di totalitarismo.

Non sono passate 48 ore dalla prémière mondiale, e già si scatenano i fuochi d’artificio delle recensioni. Non tutte positive. Se “Forbes” acclama il film per le sequenze d’azione, il critico dell’importantissimo sito rogerebert.com seppellisce il film come “un caos esagerato, la storia magica più pacchiana della Rowlings, un ippogrifo morto”. In tutto, sono il 57% di recensioni positive per il sito rottentomatoes.

Uno dei punti su cui i fan si stanno accapigliando è l’interpretazione di Johnny Depp. Il vilain da lui interpretato domina il film, persino quando non è presente: la Rowling sembra ispirarsi ai grandi dittatori della prima metà del Novecento. La Rowling regala a Depp il perfetto monologo da aspirante dittatore, intriso di ossessioni per la purezza del sangue: ogni riferimento al presente sembra tutt’altro che casuale. Fra i critici, c’è chi trova che Depp finalmente riesca ad acciuffare un ruolo più adatto al suo “physique du role”, lontano dalle guasconerie di Jack Sparrow, più vicino alle atmosfere di Tim Burton. C’è chi disapprova che lui si divori il film, mettendo in ombra i veri protagonisti.

Contro di lui, seducente e terribile cattivo, un giovane Albus Silente molto “British”, interpretato da Jude Law. E qui c’è l’altro punto di scontro del film. Perché Silente è un personaggio di malinconica ambiguità anche sessuale. E per la prima volta, il prodotto per ragazzi di un grande Studio hollywoodiano esce dall’obbligo dell’eterosessualità dei suoi personaggi. Di Silente, infatti, viene accennata l’omosessualità con una scena piena di grazia legata al passato. Che molti, però, hanno trovato troppo timida.