ODIO QUINDI SONO

DI MANUELA MINELLI

Secondo Freud l’odio è un sentimento assai più forte dell’amore.

Sappiamo anche che l’odio è un sentimento primordiale, ossia è insito nell’animo umano sin dalla nascita. Come a dire che quel tenero pupattolo roseo e paffutello o quella deliziosa bimbetta coi riccioli biondi e gli occhioni da bambola, hanno nel loro dna il germe dell’odio che – statene pur certi – prima o poi si manifesterà. Il che non significa che il vostro bambino una volta cresciuto sarà un assassino, impiccherà vivi i gatti neri o dará fuoco alla sua ex fidanzata, ma certamente proverà questo sentimento, indirizzandolo verso qualcuno.

Viviamo in un’era e in una società in cui la violenza fisica e verbale è ovunque, non soltanto in tv, in guerre lontane, in città dai nomi difficili da pronunciare, ma anche sotto casa, negli occhi del vicino di macchina incastrato nel traffico, tra mariti e mogli, tra fidanzate e fidanzati, tra colleghi, compagni di scuola, amici di comitiva, tra negozianti, ristoratori, parlamentari, venditori ambulanti, tra politici, cantanti e, ancora, l’odio serpeggia e si gonfia come un rospo sulla difensiva tra professori, maestre, allievi, attori, soubrette, impiegati comunali, medici, fruttivendoli, bancari, nessuna categoria pare esserne esente. I litiganti, gli…odiatori di professione sono ovunque, fateci caso. La vostra collega vi racconta che odia il marito, ammazzerebbe la suocera, oppure il capo e quella vecchia gallina dell’altra collega che magari le ha soffiato la promozione. Aprite Facebook o altri social e vi accorgerete che è tutto un litigare, uno sputarsi addosso a vicenda. Stanno lì a odiarsi e se lo dicono a caratteri cubitali, con epiteti più o meno pesanti. I più eleganti usano la satira e l’ironia feroci che spesso fanno più male di uno schiaffo in pieno viso.

In tempi di internet l’odio corre nel web, così gli odiatori da tastiera, soprattutto politici con nostalgie littorie, teenagers inkazzati col mondo, opinionisti vanitosi, trovano uno o più bersagli, solitamente tra le categorie più deboli, e sfogano le loro infelicità esistenziali, domestiche e sentimentali, con l’insano sport dell’odio.

Sindacalisti e tassisti, mamme e figli, idraulici e baristi, tutti lì con le energie impegnate a odiare qualcuno con tutta la rabbia di cui sono capaci. Bisognerebbe spiegare loro che, così come l’odio, anche le morti per tumore sono in aumento e, secondo recenti studi, le due cose sono strettamente correlate. Pertanto dedicarsi all’amore, quello universale, cosmico, non solo verso il proprio partner o il proprio stretto giro di persone, può mantenervi in buona salute.

“Provare rancore è come bere veleno sperando che ciò uccida il nemico” scriveva Buddha. Ma il nemico siete voi stessi.

Quindi siate egoisti, voletevi bene e provate a sostituire rabbia, odio, rancore, con una bella risata. Imparate ad amare!