QUOTA CENTO. PRIMA VAI IN PENSIONE E MENO SOLDI AVRAI

DI GIORGIO CREMASCHI

SALVINI: NON CAPISCO COME SI FA A DIRE CHE QUOTA 100 PORTERÀ UN BEL TAGLIO ALLA PENSIONE..
È LA LEGGE FORNERO BELLEZZA..
L’Ufficio Parlamentare di Bilancio ha reso noti i suoi calcoli per chi dovesse utilizzare il pensionamento anticipato, che il governo chiama quota 100 e superamento della legge Fornero. Secondo l’UPB il taglio all’assegno pensionistico dovrebbe essere dal 5 al 34% a seconda degli anni di anticipo del pensionamento rispetto a quelli previsti dalla legge. Un bel salasso, mediamente di un quinto della pensione; il che vuol dire 2 o 300 euro di assegno pensionistico in meno ogni mese per pensioni mensili di 1500 euro.
Salvini da giorni nega che ci siano tagli sulle pensioni anticipate e anzi fa lo stupito, domandando da quale complotto nasca questa storia delle penalizzazioni. Nasce dai meccanismi stessi della legge Fornero, che il governo, contrariamente agli impegni presi con gli elettori, non abolisce affatto, anzi conferma.
La legge Fornero come si sa ha innalzato molto l’età della pensione, che nel 2019 arriverà a 67 anni e poi aumenterà ancora. Ciò che meno si conosce è che la Fornero ha reso ancora più micidiale il sistema di calcolo contributivo della pensione, instaurato da Dini nel 1995 e peggiorato da Sacconi nel 2009. Secondo questo sistema, prima si va in pensione rispetto all’età di legge, più si è penalizzati. Penalizzati non soltanto e ovviamente perché se si va in pensione con 38 anni di contributi l’assegno è più basso che se si va con 40. Ma anche perché 38 anni di contributi a 62 anni VALGONO MENO di 38 anni di contributi a 67 anni di età.
Inoltre il folle meccanismo automatico di innalzamento dell’età pensionabile in rapporto all’incremento dell’aspettativa di vita, agisce anche sui coefficienti di calcolo della pensioni. Ogni tre anni, succederà di nuovo proprio nel 2019, i coefficienti di calcolo vengono tagliati e la penalizzazione aumenta.
Tutti questi meccanismi non vengono minimamente toccati dal governo, che all’interno di essi semplicemente apre una finestra per chi raggiungerà 62 anni di età e 38 di contributi. Non una vera quota 100, ma un prepensionamento limitato nel tempo per alcune categorie ben definite di lavoratori, soprattutto impiegati di grandi aziende, banche e pubblica amministrazione. Queste persone andranno, o verranno mandate, in pensione prima non superando, ma CONFERMANDO tutti i meccanismi della legge Fornero, quindi con tutte le penalizzazioni da essa previste.
Se non si abbassa per tutte e tutti l’età di legge della pensione, se non si blocca il meccanismo automatico che lega quell’età all’aspettativa di vita, se non si rivede il sistema di calcolo, ogni pensionamento anticipato sarà sempre una pensione tagliata.
È ridicolo che Salvini ora si stupisca, dimostrando così di non conoscere la legge che voleva abolire. A lui si può ben rispondere: “ È la legge Fornero bellezza e tu non hai fatto niente per cambiarla davvero ”.

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