TARANTO, INCIDENTE SUL LAVORO: DUE MORTI SCHIACCIATI DA UN CARRELLO ELEVATORE

DI PATRIZIA ING. LASSANDRO

Il tragico incidente sul lavoro è avvenuto nelle prime ore del mattino a Taranto. L’ennesima morte bianca in via Galeso, nel già tristemente noto rione Tamburi, per l’inquinamento da polveri sottili provenienti dall’industria siderurgica limitrofa. La palazzina precisamente è ubicata nella parte finale di via Galeso, nei pressi del passaggio a livello che porta sulla statale per Martina Franca, poco dopo la stazione di servizio Agip. Le vittime sono Giovanni Palmisano, di 33 anni, titolare di un’azienda edile di Locorotondo (Bari), e Angelo D’Aversa, di Statte (Taranto), dipendente di un’altra azienda edile impegnata nei lavori di ristrutturazione dell’immobile.
I due lavoratori stavano eseguendo i lavori di restauro di una palazzina. Secondo una prima ricostruzione del fatto fornita dagli organi ispettivi, per motivi ancora incerti, il cestello sollevato dal braccio di una gru, su cui stavano lavorando si sarebbe parzialmente ribaltato facendo precipitate gli uomini nel vuoto da un’altezza di circa 15 metri. I due operai non indossavano i DPI previsti dalla normativa in materia di sicurezza ossia i caschi di protezione e non erano imbracati, quest’ultimo dispositivo gli avrebbe salvato la vita.
I due operai sono morti sul colpo a causa della caduta dall’alto da un’altezza di circa 15 metri. I soccorsi del personale medico del 118 sono stati tempestivi ma non hanno potuto evitare l’ineluttabile tragico destino. Sul posto le ambulanze del 118, gli agenti della polizia che si stanno occupando del caso e gli ispettori del Servizio di sicurezza e prevenzione dell’Asl di Taranto. Per Paolo Capone, segretario generale dell’UGL, è “un ennesimo episodio surreale che ha coinvolto due operai, per cui l’UGL esprime il suo cordoglio alle famiglie delle vittime. In Italia si continua a morire di lavoro e nei modi più assurdi: nei primi 9 mesi del 2018, periodo gennaio-settembre, siamo a oltre 800 vittime con una crescita pari all’8,5% rispetto al 2017. Per questo dobbiamo lottare affinché ci siano più controlli e maggiore manutenzione dei macchinari che vengono utilizzati dalla forza lavoro”.
Intanto la cittadina dei “due mari” piange le sue vittime.