MINA CANTA BATTISTI IN PARADISO. ESCE IL 30, ALLA FINE DI UNA STORIA ITALIANA

DI LUCA MARTINI

‘E io ringrazio il cielo/ fortuna che tu esisti/ sei come una canzone di Mogol e Battisti’, cantava Mina con Andrea Mingardi nel 2006 (l’album era Bau). E ora ripete il concetto di aerea beatitudine arrecatale dal celebre duo intitolando Paradiso (Lucio Battisti Songbook) il nuovo disco in uscita il 30 novembre: è interamente dedicato al cantante autore di Poggio Bustone e al suo paroliere Mogol.

Due canzoni nuove, Il tempo di morire (arrangiata Massimiliano Pani, qui il video) e Vento nel vento (Rocco Tanica), la prima ascoltabile già oggi, le altre 30 già edite e rimasterizzate, a partire dai quattro hit single che la Tigre ‘acquistò’ da Battisti tra il 1970 e il 1971: il primo, Insieme, se non fu scritto appositamente per lei, le fu proposto da Lucio sui due piedi e venne registrato da Mina tra entusiasmo e indecisione; stesso mood altalenante che si manifestò in questa prima fase dei rapporti tra i due, con canzoni prese e canzoni scartate, pur se recuperate tempo dopo.
Siamo due anni prima del fatale incontro ‘in pubblico’ del 23 aprile 1972 nel famoso duetto tv a Teatro 10, cui è stato dedicato un libro intero dal giornalista Enrico Casarini, Insieme Mina Battisti (Coniglio editore), una manciata di minuti di grandissimo spettacolo prima di una duplice scomparsa dalle scene, con permanenza se non proprio in Paradiso nell’incorporeo etere.
Questo incontro ci spiega qualcosa sul personaggio Mina, che nei Settanta canta arie liriche, standard jazz e blues, Mogol e Battisti e vecchie canzoni, senza un progetto, in piena libertà. Scrive Casarini: “Mina si impone come eccezionale incarnazione di una figura della musica leggera oggi quasi scomparsa: Mina è la grande interprete, capace di impadronirsi di ogni canzone, scritta per la sua voce o per qualcun altro”. E il rapporto con Battisti proseguirà negli anni per la ‘grande interprete’ anche se verranno eseguite canzoni già note nella versione di Lucio: Paradiso raccoglie in pratica i precedenti MinaCantaLucio (1975) e Mazzini canta Battisti (1994, fuori catalogo). I risultati si giudicano proprio dall’interpretazione. Esempi: lo squallore esistenziale di I giardini di marzo per Mina diventa esistenzialismo bombastico, la fretta angosciata di 7 e 40 si risolve in tachicardia, il cinismo tutto mogoliano di Innocenti evasioni si tramuta in un arabesco stralunato. E cosí via. Detto in altre parole: a nostro giudizio sindacabilissimo, nessuno canta meglio di Battisti le canzoni di Battisti. E pure Mina paga pegno, ma è sempre Mina e at her best, e allora…
È interessante notare che il re e la regina della canzone italiana avrebbero potuto reincontrarsi molto dopo le reciproche sparizioni. Un anno prima di morire, tra il 1997 e il 1998, Battisti senza contratto riceve una proposta da una major per una serie di dischi, che dovrebbero comprendere anche un album da registrare con Mina in onore del Duemila. Battisti, perplesso, giudica il progetto irrealizzabile (Mina farà poi coppia con Adriano Celentano). D’altronde il picco di felicità per la coppia Battisti-Mina sembra finito da tempo, forse proprio da quel 23 aprile 1972 in cui, come nota l’enciclopedico libro di Casarini, pure l’Italia sta cambiando per sempre.