NICOLA MORRA, UN GRILLINO DOC PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE ANTIMAFIA

DI CHIARA FARIGU

Chi lo conosce bene sostiene che fosse il ‘predestinato’ per quell’incarico complesso e delicato che da oggi si appresta a ricoprire. Lui, il neopresidente della Commissione Parlamentare Antimafia, è Nicola Morra, ex prof di filosofia, grillino doc fin dalla prima ora. Succede a Rosy Bindi che ha presieduto la Commissione nella scorsa legislatura, la XVII. “Dobbiamo sconfiggere la mafia. Dovrà essere combattuta ogni illegalità, ogni silenzio, in quanto ciò è terreno fertile per quella pianta schifosa che vogliamo estirpare con tutte le nostre forze. Dobbiamo far trionfare definitivamente quel fresco profumo di libertà che fa rifiutare il puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità”, ha scritto il senatore pentastellato sul suo profilo Fb, citando Paolo Borsellino, subito dopo la nomina.
Genovese di nascita, 55 anni, da sempre affascinato dalla bellezza del Sud, dopo la laurea in filosofia alla Sapienza ed un corso di perfezionamento in bioetica a Bari, si trasferisce in Calabria, per insegnare le sue materie: filosofia e storia. Studi che gli conferiscono un’elevata dirittura morale, l’istruzione al pari della legalità diventano i valori da quali non si prescinde, valori che fa suoi e che ama trasmettere ai suoi allievi. Valori che si porta dietro anche in politica e che fanno di lui un ‘grillino ortodosso’ perché fermo ai principi originali del Movimento di pulizia, ribaltamento dei vecchi schemi, legalità, etica. Ecco perché era lui il ‘predestinato’ per la “Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere”, detta semplicemente Commissione Antimafia.
Il suo primo discorso, oggi a Palazzo San Mancuto, sede della Commissione, un manifesto:Si comincerà col promuovere una nuova cultura antimafia, le battaglie da condurre riguardano tutti, nessuno escluso. Questi fenomeni riguardano non solo le quattro regioni tradizionalmente colpite da mafia, camorra e Sacra corona unita, ma riguardano purtroppo tutto il Paese”, ha detto Morra dopo aver elencato una serie di priorità da cui partire. Un compito complesso e delicato per il neopresidente che benché sembri calzargli a pennello non sarà comunque semplice svolgere. Anche se qualche anticipo lo ha dato replicando a Berlusconi che qualche giorno fa paventava il rischio di nuova dittatura: “la dittatura ci sarà e sarà durissima: la dittatura della legalità”.
Chi ben comincia è a metà dell’opera, recita un vecchio detto. E la sua, fresca di nomina e di buoni intenti, è tutta da scrivere. Governo permettendo, s’intende

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