OLTRE MEZZO MILIONE DI PERSONE CHE RINUNCIA ALLE CURE FINIRÀ PRESTO NELLE CORSIE DEGLI OSPEDALI

DI LUCA SOLDI

È questo un anno terribile per la Sanità italiana, non solo per i casi vergognosi che sono emersi la scorsa settimana che indicano ancora di quanto bisogno di attenzioni ci sarebbe necessità.
Ci sono numeri impressionanti che raccontano di 539.000 poveri che non si sono potuti permettere le cure mediche e i farmaci di cui avevano bisogno.
Stesse considerazioni riferite alla prevenzione.
Al medesimo tempo una larga fetta di popolazione, ben 13 milioni di persone che hanno limitato le spese per visite e accertamenti
Non ci sono attenuanti nel rapporto 2018 – Donare per curare: Povertà Sanitaria e Donazione Farmaci,promosso dalla Fondazione Banco Farmaceutico onlus e BFResearch e realizzato, con il contributo incondizionato di IBSA, dall’Osservatorio Donazione Farmaci (organo di ricerca di Banco Farmaceutico). Il Rapporto 2018, presentato presso la sede di AIFA il 13 novembre, si è avvalso del contributo del comitato tecnico scientifico composto da Giancarlo Rovati, Gian Carlo Blangiardo, Massimo Angelelli (CEI), Silvio Garattini (Istituto Mario Negri), Francesco Soddu (Caritas Italiana), Marco Bregni(Associazione Medicina e Persona) Roberto Rossini (ACLI), Francesco Rocca (Croce Rossa) e Antonello Zangrandi.
Per contro la richiesta di farmaci (993.000 nel 2018) è aumentata del 22% nel quinquennio 2013-2018, sottolinea il rapporto promosso dalla Fondazione Banco Farmaceutico onlus e BFResearch. A causa di spese più urgenti (perché non rinviabili), le famiglie povere destinano alla salute solo il 2,54% della propria spesa totale, contro il 4,49% delle famiglie non povere. In particolare, possono spendere solo 117 euro l’anno (con un aggravio di 11 euro in più rispetto all’anno precedente), mentre il resto delle persone può spendere 703 euro l’anno per curarsi (+8 euro rispetto all’anno precedente). Per le famiglie indigenti, inoltre, la quota principale della spesa sanitaria è destinata ai medicinali: 12,30 euro mensili, pari al 54% del totale.
Di tutto questa situazione le strutture sanitarie vengono colpite direttamente in un secondo tempo.
Tutte queste persone che devono rinunciare agli esami ed alla prevenzione si ritrovano però ben presto a dover far ricorso ai pronto soccorso ed ai ricoveri spesso in condizioni di urgenza.
Pare così un destino inconfutabile quello che vedrà nei prossimi mesi oltre mezzo milione di persone intasare le corsie degli ospedali pubblici per l’aggravarsi delle loro condizioni fisiche.
Ed allora i costi che si è fatto finta di non conoscere o peggio di esser stati bravi nel tagliare, diventeranno concreti, immediati, gravando in modo importate su tutta la comunità.