TRE STUDENTI NAPOLETANI IN FINALE AL CONCORSO DI NASA E MIT: UNA BUFALA, O QUASI

DI CHIARA FARIGU

Ci siamo cascati tutti: stampa, tv, social, politici. Una storia strappalacrime che ci ha toccato il cuore ma che nel giro di poche ore si è rivelata una bufala. O quasi. Non c’era alcuna finale a cui partecipare (il concorso è ancora alle prime selezioni, la finale verrà disputata ad Alicante, in Spagna e non a Boston…). Una storia che si era conclusa con l’intervento della presidente del Senato Casellati (fonte Ansa) che aveva stanziato i fondi per le spese di viaggio ed il soggiorno. Una storia che però ha avuto il merito di mettere la scuola, anche se per un giorno, al centro dell’attenzione, soprattutto della politica. Loro, gli studenti, tre geni, se non di ingegneristica spaziale (perlomeno non ancora) certamente di intraprendenza e comunicazione. Una storia che comunque la si pensi, merita di essere raccontata.

Luigi, Davide e Mario sono tre studenti diciassettenni decisamente fuori dall’ordinario. Seri, preparati, lontano anni luce dai loro coetanei con lo sguardo perso sui social o negli sballi facili dei fine settimana. Il loro sguardo, il loro cuore, la loro passione è per la robotica, le stelle, i viaggi nello spazio. Alla scoperta di altri mondi, altre vite. Talmente bravi da aggiudicarsi un secondo posto in una gara di robotica organizzata dalla Nasa e dal Mit, l’Istituto di tecnologia del Massachusetts, una delle più importanti università di ricerca del mondo, a cui partecipano ben trecento scuole provenienti da tutto il globo.
Frequentano l’istituto tecnico industriale “Augusto Righi” di Napoli ed insieme ai loro professori hanno sviluppato un progetto su come programmare l’aggancio di un robot-satellite dell’Iss, la stazione spaziale di Parmitano, Cristoforetti e Nespoli. Progetto che li ha catapultati al secondo posto della competizione internazionale. La scuola però non dispone dei fondi necessari per pagare la trasferta ai suoi tre studenti per partecipare alla finale. E non è la prima volta per questo istituto napoletano all’avanguardia per preparazione e formazione. Giunta più volte alle fasi conclusive del torneo, soltanto una è riuscita ad approdare negli Usa, quando le stesse famiglie si sono accollate gli oneri del viaggio e del soggiorno.

“Non è facile per le scuole italiane, e del Sud in particolare, riuscire a competere con le scuole dei grandi colossi economici mondiali senza usufruire delle strutture adeguate e senza soldi, nemmeno quelli per andare a disputare la finale”, commenta Davide, uno dei tre studenti, che intervistato da un quotidiano piemontese, fa trasparire tutta la sua delusione per dover rinunciare a quella competizione e magari riuscire a incontrare la Cristoforetti, uno dei suoi idoli. Un boccone troppo amaro da inghiottire per un giovane della sua età che si nutre di pane e sogni. Sogni che dovrà chiudere in un cassetto e solo per mancanza di fondi. Quelli che mancano sempre ma che a parole tutti i governi promettono di elargire nelle loro manovre finanziare. Poi però, al momento dei fatti, quelle risorse promesse, vengono dirottate in altri capitolati, che chissà perché, hanno sempre la priorità.

La storia dei tre studenti non poteva finire così. Venuta alla luce, grazie ai media e al tam tam dei social avrà un lieto fine. A raccogliere l’appello dapprima il Tg3 che “volendo supportare intelligenza, studio e ricerca ha deciso di coprire i costi della trasferta dei 3 studenti che così potranno partire per gli Stati Uniti”, si legge in una nota della redazione. Dopo qualche ora è lo stesso ministro del Lavoro, nonché vicepremier Luigi Di Maio, ad intervenire sulla vicenda: “D’accordo con tutti i parlamentari e i consiglieri regionali campani, abbiamo deciso di raccogliere la somma che serve per dare a questi tre ragazzi geniali la possibilità di realizzare il loro sogno”, scrive su Facebook. “Abbiamo le menti migliori del mondo e poi ci mancano i soldi per far sviluppare le loro idee. E’ chiaro, sottolinea Di Maio, che dobbiamo dare più soldi alla scuola, all’istruzione, alla ricerca e cercheremo di fare il possibile per mettere maggiori finanziamenti nella manovra. Ma intanto è fondamentale dare un’opportunità a questi tre ragazzi che sono pronti a spaccare il mondo. Meritocrazia, investimenti e sviluppo. L’Italia riparte da qui!”, conclude il ministro.

Già, l’Italia riparte da qui: dalla scuola. Da quella istituzione così vituperata ma, guarda caso, di fondamentale importanza. Per la conoscenza e lo sviluppo. A ricordarcelo oggi, a noi tutti e soprattutto alla politica, loro: i tre studenti napoletani con lo sguardo rivolto alle stelle

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(Nella foto Davide di Pierro, Luigi Picarella e Mauro D’alò con i prof)