ARGENTINA: OLMEDO PRESIDENTE? CHI È L’EVANGELICO IN CORSA PER IL 2019

DI FRANCESCA CAPELLI

DALLA NOSTRA CORRISPONDENTE A BUENOS AIRES

Alfredo Olmedo. Ricordatevi di questo nome. Ricordatelo, perché nessuno poi possa cadere dalle nuvole e chiedersi come sia stato possibile. Ricordatelo, se arriverà a un passo dalla presidenza dell’Argentina, per la quale ha annunciato la sua candidatura alle elezioni del 2019. Ricordatelo, anziché ridacchiare.
Fino a pochi mesi fa, Alfredo Olmedo (nella foto) era uno sconosciuto deputato argentino della provincia di Salta. Poi, durante il dibattito sul progetto di legge per la legalizzazione dell’aborto (passato alla Camera dei Deputati e respinto al Senato, www.alganews.it/…/argentina-la-camera-approva-la-legge-sul…/ e www.alganews.it/…/argentina-con-un-voto-senza-colpi-di-sce…/), Olmedo ha conosciuto un’improvvisa notorietà, grazie alle sue posizioni ultraconservatrici. Le sue provocazioni gli hanno fatto conquistare una poltrona fissa nei talk show, dove si presentava con un giubbotto giallo da operaio dell’Anas e raccontava con voce fessa quanto fosse bello portare avanti una gravidanza causata da uno stupro.
Tanta indignazione ha provocato, che è riuscito a far dimenticare di non essere un raccattato della politica, ma l’esponente di una famiglia di proprietari terrieri coltivatori di soia. Cioè quelli che comandano in Argentina. Da sempre. Quelli a cui il presidente Mauricio Macri non fa più pagare le tasse sulle esportazioni, spalmando i mancati introiti sul debito (attualmente a livelli più elevati che nel 2001) o sulle tasse, le imposte e le tariffe per le classi medie e popolari.
In questi giorni, Olmedo sta passando qualche guaio per via di un’imputazione per omicidio colposo, per un incidente in autostrada vicino a Buenos Aires, nel quale è morto il conducente dell’altra auto coinvolta e sono rimaste ferite le altre due persone che viaggiavano con lui, tutte di nazionalità boliviana. Dettaglio che ha permesso a Olmedo di identificare con sicurezza la causa dell’incidente: la presunta e notoria ubriachezza dei boliviani. Inizialmente aveva anche parlato di un “attentato” contro di lui, ma questa versione ha avuto breve durata.
Una brutta storia, ancora più brutta perché una vita umana è stata spezzata. Una brutta storia che, paradossalmente, potrebbe beneficiare lo stesso Olmedo, distogliendo l’attenzione su chi sta dietro – ancora una volta – alla sua strabiliante carriera politica. Chi letteralmente, quella carriera l’ha benedetta. È una setta evangelica, esattamente come per Jair Bolsonaro, neopresidente brasiliano (www.alganews.it/2018/10/30/bolsonaro-vince-il-brasile-perde-uno-spettro-neofascista-si-aggira-per-il-sudamerica/).
Che da almeno 30 anni, in America Latina, queste sette portino avanti una strategia di proselitismo molto aggressiva è evidente. Lo è un po’ meno il fatto che questa strategia non serva solo a contendere fedeli alla chiesa cattolica, ma a occupare posti chiave dello stato (www.alganews.it/…/sudamerica-il-peso-politico-delle-sette-…/). E il piano non si limita all’America Latina, visto che il senatore Simone Pillon, autore della controversa proposta di legge sull’affido condiviso, fa parte di una di queste sette. L’America Latina come laboratorio di una strategia globale che non usa più i militari, ma il libero mercato della spiritualità, per attuare un’agenda basata su totale deregulation economica, autoritarismo politico e conservatorismo sociale.
Ricordatevi di Olmedo ogni volta che penserete che i diritti civili possano essere barattati con un po’ di precarizzazione in più nel campo del lavoro (e viceversa). Ricordatevi di Olmedo, ogni volta che penserete che Pillon sia “solo” un misogino oscurantista. Ricordatevi di Olmedo anche quando concentrerete tutta la battaglia per la laicità contro la chiesa cattolica, come stanno facendo ora le femministe argentine. Che almeno, tra i prodotti della chiesa cattolica, ci sono anche i curas villeros (sacerdoti di frontiera che vivono nelle favelas, da Buenos Aires e Rio de Janeiro a Nairobi) e la teologia della liberazione.