GIBBERISH: RISVEGLIA IL TUO BAMBINO INTERIORE

DI TINA CAMARDELLI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sei un chiacchierone logorroico, un oratore, uno speaker televisivo o radiofonico, un professore, oppure uno che usa in modo frenetico la mente? Bene, la meditazione Gibberish fa al caso tuo.

Gibberish vuol dire “borbottio senza senso”, parlare usando suoni e parole, che non hanno alcun significato reale. Simile al linguaggio dei bambini, quando non hanno ancora imparato a parlare.

Questa tecnica di meditazione ci offre la possibilità di buttare fuori un pò di spazzatura, quella accumulata o meglio radicata nella mente da anni e anni.

La nostra mente è una Tv sempre accesa 24 ore su 24. Fare Gibberish rompe gli schemi di verbalizzazione della mente e la costringe a tacere. Si passa dal frastuono della mente, al silenzio dell’Essere. Il Gibberish è liberatorio come la risata, il pianto e diversamente dalle altre discipline di meditazione che invitano a scovare dentro per ricordare il passato, il Gibberish ti disconnette dal pensiero, dalla ragione, purificandoti.

Fu il mistico sufi Jabbar, che centinaia di anni fa, prese a usare per primo questa tecnica. Per tutti gli anni del suo insegnamento, non pronunciò mai un discorso sensato, intellegibile, non parlava nessuna lingua, si esprimeva soltanto attraverso parole e suoni privi di senso. Eppure aveva migliaia di discepoli e a loro diceva: ”La mente è soltanto Gibberish, ignorala e potrai avere un assaggio del tuo essere”.

Osho in seguito approfondì, sperimentò e ampliò questa tecnica, che chiamò “No Mind”. Riuniva centinaia di persone, che chiacchieravano tra loro a ruota libera: parole insensate, versi, movimenti liberi, risate. Tutti presi a parlare, senza ascoltare e senza giudicare. Liberi come uccelli con il loro cinguettio, liberi come il vento che soffia a prescindere. Lasciando fluire tutto, senza preoccuparsi della logica, della ragionevolezza o del senso. Si definivano pazzi consapevoli.

“…e quando la butti fuori scoprirai di sentirti leggero, più vivo, basteranno solo un paio di minuti. Anche un bambino può fare il Gibberish, non occorre alcun addestramento. Il Gibberish non va imparato, così come la risata non va imparata. Se fai Gibberish, puoi pulire la mente da tutta la polvere che continua ad accumularsi. Non preoccuparti se è arabo o ebreo o cinese; puoi parlare qualunque lingua che non conosci. Devi solo evitare la lingua che conosci, perché quella lingua non porterà alla luce le tue sciocchezze…” Osho.

Negli ultimi mesi della sua vita Osho, prima di smettere di parlare in pubblico, concludeva tutti i suoi discorsi con questa meditazione, che divideva in tre fasi.

Sperimentatela anche voi è molto semplice, basta abbandonare ragione e giudizio facendo emergere il bambino che è dentro di voi, che non aspetta altro che tornare a giocare, a saltare, a ridere, a improvvisare, a esprimere liberamente le proprie emozioni.

Prima fase: seduti o in piedi cominciate a emettere suoni senza senso. Come dice Osho: “Parlate cinese, se non conoscete il cinese, parlate giapponese se non conoscete il giapponese. Emettete suoni senza senso, ma non limitatevi ai suoni, muovetevi non rimanete seduti, non è questo il momento. Impazzite, agitatevi, gesticolate, ridete, piangete, buttate fuori tutta la spazzatura che avete dentro. Questo e’ il momento di buttare fuori tutta la confusione in cui vive la vostra mente, lasciatela libera di esprimersi, liberate la scimmia, lasciatela correre e saltare finché si stancherà‘”.

All’inizio incontrerete molta resistenza, specie se avete una forte opinione di voi stessi. Comportatevi da pazzi, provate a giocare, come fanno i bambini. All’inizio non sarà facile emettere suoni privi di senso, iniziate con un “lalalala” o “bababababa” l’importante è non rimanere mai fermi e zitti, bisogna riprodurre esattamente ciò che fa la mente, cioè lavorare e parlare di continuo, sovraccaricare la mente e darle in abbondanza ciò di cui si nutre: pensieri, suoni, immagini, movimenti. Deve essere un’ attività frenetica e incessante. Vedrete che lei si spaventerà e si calmerà.

Seconda fase: Fermatevi improvvisamente, in ascolto, per tutto il tempo necessario. Ponete l’attenzione sul respiro e sul battito cardiaco. Il corpo sarà immobile, come pietrificato. Come dice Osho: “Rimani in silenzio, chiudi gli occhi… nessun movimento del corpo sentiti immobile, come congelato. Vai dentro, sempre più in profondità, come una freccia. Penetra attraverso tutti gli strati e colpisci il centro dell’esistenza“.
Terza fase: Lasciatevi andare, sdraiatevi per terra sulla schiena, tranquilli e rilassati. Rimanete così per tutto il tempo che vorrete.

All’ inizio vi sentirete sciocchi, “ le persone che non hanno mai fatto cose stupide, non faranno mai qualcosa di intelligente” diceva L. Wittgenstein.

Il Gibberish migliora la nostra capacità di parlare in pubblico, ci permette di trovare le parole giuste, stimolando la creatività, l’intuizione, con la saggezza del corpo.

Molti personaggi pubblici ne fanno uso: politici, cantanti, attori, manager.

Ricordate il film “Il grande dittatore”, Charlie Chaplin impersonava Hitler che teneva un discorso in Gibberish. La famosa canzone di Adriano Celentano Prisencolinensinainciusol è in linguaggio Gibberish.

Potremmo imparare dal chiacchiericcio dei bambini, giocare e sperimentare con loro, sarà semplice, liberatorio, divertente e terapeutico.

Nel Gibberish tutto è consentito, l’unica regola è che non ci sono regole.