MILIARDI ALLE MAFIE DAL GIOCO D’AZZARDO ON-LINE

DI LUCA SOLDI

 

Il dito contro mafie che controllano il mercato della raccolta illecita delle scommesse online dovrebbe essere compito primario della politica perché le forze dell’ordine stanno agendo quotidianamente contro le organizzazioni malavitose che ormai hanno mutato pelle.
Ci sono in ballo capitali ingentissimi che farebbero impallidire la finanziaria di uno Stato moderno.
È non è solo la droga e la prostituzione
Non è neppure il solo controllo degli appalti.
Il “male” si cela dietro le tastiere dei computer e questa volta non si tratta di alterazioni di bilanci o trasferimenti nei paradisi fiscali, o meglio tutto ciò viene da qualche cosa che n’è integrato.

E le vittime spesso sono i più fragili i piu deboli, anche i nostri figli, i nostri nipoti che crediamo protetti in casa e che magari, con le famose carte prepagate, o aggirando in altri modi finiscono nel terribile gioco che ha un solo vincitore, il biscazziere. Le Mafie.

È un giro emerso anche in queste ore in una imponente operazione che ha visto protagoniste le Fiamme Gialle.
E’ quanto emerso al termine di tre diverse indagini delle procure di Bari, Reggio Calabria e Catania, coordinate dalla Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo che hanno portato all’arresto di 68 persone e al sequestro di beni in Italia e all’estero per oltre un miliardo. Il volume delle giocate, riguardanti eventi per lo più sportivi dagli investigatori di Guardia di Finanza, Polizia e Carabinieri, è superiore ai 4,5 miliardi.
Cifre impressionanti che spiegano bene l’infinito disponibilità di soldi a disposizione delle mafie.
Poco importa delle vittime, delle ludopatie, del destino anche dei minori che tranquillamente riescono a cadere nella trappola del gioco in-Line seduti tranquillamente al computer a casa.
I destinatari dei provvedimenti cautelari sono tutti importanti esponenti della criminalità organizzata pugliese, reggina e catanese, oltre a diversi imprenditori e prestanome. Guardia di Finanza, Polizia e Carabinieri stanno inoltre eseguendo una ottantina di perquisizioni in diverse città. I reati contestati, a vario titolo, vanno dall’associazione mafiosa al trasferimento fraudolento di valori, dal riciclaggio all’autoriclaggio, dall’illecita raccolta di scommesse on line alla fraudolenta sottrazione ai prelievi fiscali dei relativi guadagni. Dalle indagini è emerso che i gruppi criminali si erano spartiti e controllavano, con modalità mafiose, il mercato delle scommesse clandestine on line attraverso diverse piattaforme gestite dalle stesse organizzazioni. Il denaro accumulato illegalmente veniva poi reinvestito in patrimoni immobiliari e posizioni finanziarie all’estero intestati a persone, fondazioni e società, tutte ovviamente schermate grazie alla complicità di diversi prestanome. E proprio per rintracciare il patrimonio accumulato ed effettuare i sequestri è stata fondamentale la collaborazione di Eurojust e delle autorità giudiziarie di Austria, Svizzera, Regno Unito, Isola di Man, Paesi Bassi, Curacao, Serbia, Albania, Spagna e Malta.