AD AYMAVILLES UNA MADRE UCCIDE I SUOI DUE BAMBINI, POI SI TOGLIE LA VITA

DI RENATA BUONAIUTO

Sembrava “lucida e tranquilla”, questo il giudizio delle sue colleghe infermiere al reparto di cardiologia dell’Ospedale Parini di Aosta. “Lucida e tranquilla”, anche quando qualche ora dopo somministrava un’iniezione letale di potassio ai suoi due bambini, Nissen di 7 anni e Vivien di 9. Li adagiava vestiti sul divano ed assisteva alla loro morte, per poi seguirli in questo viaggio senza ritorno.
Due lettere per spiegare il suo gesto, che non porteranno la pace al padre Osvaldo Empereur, agente del Corpo forestale della Valle d’Aosta che rientrato poco prima della mezzanotte, nella sua casa ad Aymavilles, si è trovato dinanzi quest’immane tragedia. Al momento è stato ricoverato ricoverato per un malore nel reparto di psichiatria.
Marisa Charrere, era un’infermiera, una moglie, una madre assolutamente normale agli occhi di tutti. Nessun disagio sul lavoro, né in famiglia, nulla che potesse far presagire il suo piano.
Ed invece aveva pianificato tutto, i tempi, i farmaci, le lettere.
Cosa avrà pensato mentre sottraeva le fiale in ospedale e le nascondeva nella sua borsa o mentre cercava la penna per iniziare a “spiegare” la sua pazzia. Come ha potuto non fermarsi davanti agli occhi spaventati dei bambini a cui inseriva un ago nella vena per procurarne la morte. Perché mostrarsi “lucida e tranquilla”, negli ultimi messaggini scambiati con le colleghe pochi istanti prima, perché andare in Chiesa sabato scorso a conoscere il nuovo parroco, lasciando trasparire a tutti i presenti di essere felice e fiera della sua famiglia, dei suoi bambini, mentre un demone si agitava nel suo cuore. Quale insormontabile nemico, disagio, problema angosciava la sua mente. Una vicina di casa, Rita Reitano racconta che pochi istanti dopo essere entrato in casa, Osvaldo ne sia uscito urlando “Marisa, Marisa ha ammazzato i figli e si è ammazzata lei!
Forse il marito potrà spiegare molte cose, sfuggite a familiari e colleghi di lavoro, perché aver compreso nell’immediatezza dell’accaduto che a causare la morte dei suoi bambini fosse stata proprio lei, ci lascia immaginare che non si trattasse di una famiglia così perfetta e serena come i vicini di casa la descrivono. Probabilmente fra quelle mura c’era molto più disagio di quanto potesse affiorare nelle passeggiate domenicali e nelle scorribande in bicicletta dei figli nel parco. La donna aveva perso il padre ed un fratello in tempi diversi ma entrambi a seguito di incidenti stradali, forse delle ferite mai rimarginate o forse un malessere con radici ben più profonde.
Aymavilles resta in silenzio, la sindaca Loredana Petey dichiara “Il paese è sgomento, è una tragedia troppo, ma troppo grande, c’è solo tanto dolore, li ho visti l’ultima volta sabato scorso, sembrava tutto assolutamente normale”.
Sembrava, lucida e tranquilla…”