DRAMMA DELLA NORMALITA’: AD AOSTA MADRE UCCIDE I DUE FIGLI E POI SI SUICIDA

DI CARLO PATRIGNANI

Una giovane coppia modello – Marisa Charrère e Osvaldo Empereur – affiatatissima, tra loro mai uno screzio nè un litigio, hanno raccontato vicini e conoscenti.

Lei infermiera al reparto cardiologico dell’ospedale Parini di Aosta, lui agente del corpo forestale: insomma, una famiglia normale, con i due figli Nissen di 7 e Vivien di 9 anni, residente nel centro di Aymavilles, paese a pochi chilometri da Aosta.

Eppure lei, apparsa poche ore prima del dramma lucida e tranquilla, sempre secondo testimonianze, avrebbe prima sedato i due figli e poi li avrebbe uccisi con una iniezione letale al potassio, quella usata negli Usa per le esecuzioni.

Il condizionale è d’obbligo visto che sono in corso indagini ed accertamenti, come gli esami tossicologici, delle forze dell’ordine, allertate di quanto accaduto dal papà dei due innocenti bambini.

Dopo aver ucciso i due figli, con una terza iniezione letale al potassio che potrebbe aver preso in ospedale, la giovane madre 48enne si sarebbe tolta la vita, forse – si dice – perchè stanca e affllita da avversità e imprevisti della vita: qualcosa in più, forse, si potrà capire da due lettere lasciate da Marisa e ritrovate nell’abitazione ora al vaglio degli inquirenti.

Come un falco si è precipitato a dire la sua il Ministro dell’Interno, Matteo Salvini: una preghiera per i  due poveri angeli – ma quali angeli? Nissen e Vivien sono due bambini di 7 e 9 anni, che putroppo in vita non torneranno mai più. E, in questi frangenti così drammatici, misurare le parole o forse il silenzio sarebbero molto più opportuni.

Secondo Salvini poi i due bambini (angeli mai…) sarebbero stati vittime della follia umana.

Forse, forse più che della follia umana (ma è davvero pazzia? o forse non lo è?), i due bambini sono stati vittime di quella normalità assassina che da tempo – l’orrendo  delitto di Cogne del 2001, docet – si riscontra nelle stragi entro le mura della sacra famiglia – italiana – o nei delitti più efferati e incomprensibili dove spesso o non c’è il movente o se c’è non è mai congruo e rapportato a togliere la vita ad un altro essere umano.

E’ su questa normalità assassina che bisognerebbe indagare e gettare enormi fasci di luce: pregare non serve a nulla, non apporta alcun cambiamento, anzi offusca e annerisce ogni doverosissima ricerca sul perchè possano accadere simili orrende, angoscianti stragi familiari che, per fortuna, pur riguardando solo una minoranza non risparmiano una rigogliosa regione del benestante e super efficiente Nord-Italia.