E ALLORA IL PD?

DI BORIS SOLLAZZO

La retorica dell'”E allora il PD” mi ha prima sorpreso, poi divertito, ora mi fa infuriare.
Perché porca di quella puttana questo è il governo del Cambiamento.
CAMBIAMENTO.
La Treccani dice che usato in senso figurativo è “un mutamento improvviso di situazione, di uno stato di cose”. Dov’è? Non c’è, se non nella parabola discendente di un paese che prima era politicamente ed economicamente sull’orlo del baratro, ed ora lo è anche moralmente, civilmente, eticamente.
Quindi me ne fotto che il Baobab sia stato già sgomberato 21 volte.
Che vuol dire? Che Alfano e Minniti, che io ho contestato e non di rado disprezzato, sono come Salvini. Era questo che volevate? Era così che volevate cambiare l’Italia? Perché vi hanno votato, in molti (non Ernesto Galli della Loggia che semplicemente non aveva capito chi fosse Virginia Raggi, in fondo il nostro è solo un editorialista politico), convinti che finalmente sarebbe cambiato tutto. Tutto, non qualcosa, non niente. Tutto. Non volevano l’Italia dei no (vax, tav, Olimpiadi), dell'”aspettate un attimo che ora ci mettiamo mano”, delle tragedie strumentalizzate in cui i colpevoli li decidi in 24 ore e senza processi ma le soluzioni non le trovi, o almeno cominci, nemmeno dopo mesi.
E invece ecco Toninelli che alza il pugno per il passaggio grottesco di una manovra che contiene un condono di merda, nascosto dentro e dietro il nome di Genova. Senza vergogna. Come se Hitler avesse deciso l’Olocausto nel decreto salvaebrei.
Sapete quanti condoni avrà fatto il PD? (Nessuno, l’ultimo è di Berlusconi, ma tanto la retorica è quella). E STICAZZI. Non è una giustificazione, mi sono rotto le palle dei cani da guardia a 5 stelle che vengono a ricordarti cosa hanno fatto gli altri. HANNO PERSO, per averle fatte. SONO STATI INSULTATI per averle fatte. Subiscono la damnatio memoriae ancora adesso che sono all’opposizione per averle fatte. Nessuno ricorda che abbiamo più diritti civili di prima, perché hanno fatto quegli errori. Nessuno ricorda che il jobs act fa cagare, ma è meglio del decreto dignità, per averle fatte. Nessuno ricorda che all’inizio della scorsa legislatura (che io non ho votato) c’era almeno un premier, prima che cominciasse a rincorrervi, che diceva che non avrebbe barattato vite neanche per un voto.
Non ce la faccio più. Peggio di un governo indecente e disonesto c’è questo: l’inazione, l’incompetenza, il dilettantismo in cui la disonestà è intellettuale, in cui ci sono ladri di potere, ma ladri di galline, assatanati di like sulle loro dirette Facebook, ansiosi di affacciarsi a un balcone romano, ma capaci di andare a Genova solo per raccogliere degli applausi e dei selfie a un funerale (che già fa schifo solo a scriverlo). A 2208 ore da quel giorno atroce, a Genova non è cambiato nulla, non c’è neanche una cazzo di assegnazione, di regola per appalti, non avete neanche iniziato a nazionalizzare Autostrade.
Dio santo, persino Berlusconi avrebbe (ha) fatto meglio.
Ma loro che governano, si comportano come fossero all’opposizione. Con il loro “E allora il PD?” continuano a dare colpe a chi non ha più neanche il potere di guardarsi in faccia senza scoppiare a ridere.
Io mi vergogno di un’Italia che non si vergogna più. Sì, perché quando Minniti e Raggi si sono alleati a Piazza Indipendenza, ne vedevi pochi che esultavano. E io ero lì a protestare. Ora tronfi e sorridenti fanno i fascisti in tv, nelle radio, ovunque, felici di essere violenti, di creare le basi per banlieues infuocate nelle nostre città, razzisti, ingiusti. E io mi vergogno di essere stato a Milano e non al Baobab l’altra sera.
Avevate promesso cambiamento. E invece siete solo peggio di quello che c’era. E noi, peggio di voi. Perché se non troviamo il modo di reagire saremo costretti a dire a figli e nipoti che non abbiamo fatto nulla per fermarvi. Occupiamolo noi un luogo per questi bambini, uomini e donne. Facciamolo. (non so come si fa, ma scrivetemi qua e muoviamoci, cazzo). Io sto male al pensiero di essere qui, inetto e immobile.
Ci giudicheranno i nostri figli, come farà la storia. E la storia ci dice che, certo, Giolitti ha sbagliato. Molto. Ma è Mussolini che ha emesso le leggi razziali (i bangla chiusi alle 21, la cittadinanza solo a chi parla italiano, le deportazioni oltre confini o oltremare, in Slovenia o in Libia, ricordate? Ah no, è vero, questo è successo nel 2018, no 80 anni fa). “E allora Giolitti?”. Il nostro problema è che quando stupriamo questo paese, poi non arriva mai una Norimberga a inchiodarci alle nostre responsabilità.
Ah, io non li ho mai votati Alfano e Minniti. Per dire.