15 ANNI A TAVARES, CHE NON RIUSCI’ A SFREGIARE L’ANIMA DI GESSICA

 

 

 

DI CLAUDIA PEPE

Gessica Notaro, una ragazza che si stava affacciando alla vita, di una bellezza rara come la sua dolcezza e il suo sorriso, addestratrice di leoni marini al delfinario di Rimini, è diventata nonostante il dolore, il lutto di non riconoscersi più nel suo bellissimo viso, una donna che non si è abbandonata ad un destino infame, ma un emblema della lotta contro “uomini” che non conoscono l’amore.

Uomini padroni che si impossessano di vite tenere e comprensive e le vorrebbero deformare a loro uso e compiacimento. Uomini che odiano le donne che rivelano il loro carattere e le loro decisioni dopo riflessioni invase dalla rabbia, uomini che non accettano il rifiuto. Uomini che l’umanità l’hanno sotterrata sotto un cumulo di egoismo, prevaricazione, assolutismo e individualismo.

Il 1 gennaio 2017 Gessica stava tornando a casa della madre dopo una cena fuori con il fidanzato, nella solitaria via Bidente, periferia di Rimini punteggiata di alberi e villette a due piani a pochi metri dall’autostrada. Nel buio delle 22 e 30, Gessica ha scorto di Eddy, vestito di nero, il suo ex, il volto ancor più scuro e cupo della notte. L’ha guardata senza dire una parola, aveva in mano una bottiglia di plastica che con un gesto brusco e repentino le ha rovesciato in faccia. Si gelava quella sera di inizio gennaio, ma Gessica cominciò a sentire il viso bruciare come se fosse arsa dalle fiamme. Rincorse urlante il suo aggressore per qualche passo, istintivamente, poi si rese conto di quello che le era successo e mentre la sua vita come era stata fino ad allora le scivolava giù dal viso con l’acido, trovò la forza di gridare al citofono a sua madre: “Aiutami, Eddy mi ha tirato l’acido”. (Fonte Fanpage).

E poi è stato un divenire, la corsa all’ospedale, Gessica che non sentiva più nulla ma solo il viso gonfiarsi, la vista perduta, la paura, la paura di morire. Ma Gessica siamo noi, ricordiamolo sempre. Gessica è la rappresentazione di come le donne sono valutate da molti uomini, da persone che tutti conosciamo, da persone che vivono tra noi, da persone con cui prendiamo il caffè la mattina. Persone che abbiamo amato, con cui abbiamo atteso l’alba scambiandoci tenerezze, promesse di un futuro lontano. Persone con cui spartiamo la nostra vita, le nostre tristezze, le nostre melanconie, le nostre piccole gioie. Persone con cui giochiamo, ci imbocchiamo, facciamo l’amore, sogniamo un orizzonte che tentiamo di afferrare con le mani. E, all’improvviso, quell’uomo che ti aveva ipnotizzato con i suoi modi, prende un contenitore con” Idraulico Liquido”, ti aspetta in una notte d’inverno e senza rimorsi te lo versa sulla faccia. Siamo all’orrore, alla fine dell’umanità, alla fine del rispetto, della stima. Alla fine di ogni tentativo di migliorare un mondo che già conta migliaia di donne uccise, suicide, donne che denunciano e vengono uccise proprio da chi dovrebbe star loro lontano.

Ormai, le donne, vendono ammazzate come le zanzare d’estate. Quando danno fastidio si cercano, e quando si trovano si ammazzano senza pietà. Ma Gessica non è morta, non ha mai avuto un momento di auto commiserazione, mai un cedimento, mai un crollo. Perché Gessica è una donna che sta aprendo una scia di coraggio e di auto-determinazione a tutte noi. Il suo volto bellissimo e distrutto dalle ustioni, ha subito molte operazioni, porta una benda all’occhio in attesa di un trapianto di cornea. Ma nel frattempo è riuscita a rifarsi una vita, per dimostrare che il mondo è donna, che le preghiere non bastano se non c’è un’autodeterminazione che non vuole vederti morta vivendo, e soprattutto consenziente con il tuo assassino. Gessica non ha mollato, Gessica ama la sua vita, Gessica ama. L’altro giorno c’è stato il processo di secondo grado in cui Edson Tavares è stato condannato. Pena lievemente calata, rispetto ai 18 anni del primo grado (10 anni nel processo per l’aggressione e 8 in quello per stalking), ma che sostanzialmente conferma la gravità dei fatti. Dopo due ore di camera di consiglio, la Corte ha anche ribadito l’espulsione a fine pena dell’imputato. “ È andata bene, sono contenta del risultato”. “Sembra un film, è incredibile finire così. È una persona con cui ho dormito tre anni. Ma se l’è cercata, ha fatto tutto lui. Per il momento mi consola la sentenza, poi vedremo. Quando esce starò attenta, nonostante l’espulsione”. Questa ragazza che siamo tutti noi, si sta ricostruendo una vita, ma le cicatrici del suo volto le faranno compagnia, le parole dette nasconderanno il suo dolore. Le sue notti avvolte dal manto della bellezza le racconteranno le fiabe che una voce le raccontava. Cara Gessica hai lasciato mani assassine per sbocciare nel giardino dei fiori rari ed emozionanti. Delicata come le tue serate dedicate a quella luna nuova che ti ricopre di candore, di lucentezza di un’incantevole aurea che solo le donne portano nel loro cuore