CHIUDE IN ATTIVO IL SUPERCAT SHOW, FIERA DELLA VANITA’ FELINA

DI MANUELA MINELLI

Hanno nomi altisonanti come Renoir dei Toltechi, Almaviva di Casa Mivale, Leonida delle Nevi, o anche nomi di personaggi famosi, come Coco Chanel, Brad Pitt, Marilyn Monroe o Marlon Brando e appartengono a razze Siberiane, Maine Coon, Ragdoll, Bengal, British Shorthair, Abissini, Norvegesi, Sphynx e tante altre. Non stiamo parlando delle ultime ondate migratorie, bensì degli oltre ottocento gattini e gattoni che hanno animato la kermesse felina, organizzata dall’ANFI (Associazione Nazionale Felina Italiana) del “SuperCat Show 2018”, che si è tenuta in questo week end nei padiglioni della Fiera di Roma.

Per l’orgoglio dei loro padroni e allevatori, hanno sfilato dinanzi agli otto giudici internazionali i più bei gatti provenienti da tutte le regioni italiane. Una gara all’ultimo…pelo, che ha visto allevatori in fibrillazione, giudici indaffaratissimi, bambini eccitatissimi e pubblico in visibilio, tutto mentre i veri protagonisti del consueto appuntamento, giunto ormai alla diciannovesima edizione, si mostravano annoiati e ronfanti di fronte a cotanto trambusto.

“Mi-ci-porti?” è stato lo slogan adottato dagli organizzatori per questa edizione, due giorni di sfilate di vanità, mostre, ma anche adozioni del cuore, miao-mercatini, spettacoli per bambini, giochi interattivi e la presenza delle maggiori aziende produttrici di cibi e accessori per pets, che hanno regalato gadget e chili di croccantini a pubblico e partecipanti. Tra le razze più ricercate i Selkirk Rex, rarissimi in Italia, apparentemente dei persiani col pelo più arricciato; i Bengal, piccoli leopardi dal carattere selvaggio; i Turco Van,  gatti-nuotatori che in casa amano aprire cassetti e armadi, i Kurilian Bobtail delle isole russe Kuril con l’inconfondibile coda a pon pon. E poi ancora, i più conosciuti Persiani dal musetto schiacciato, gli smilzi Esotici dalle orecchie appuntite e la coda lunga e sottile, i Siberiani, conosciuti per essere l’unico gatto a cui manca quell’enzima che procura allergia (non si è, come comunemente si crede, “allergici al pelo” del gatto, bensì a questo enzima contenuto nella saliva, che viene passato sul pelo quando il gatto si lecca), gli imponenti Maine Coon, che a dispetto della loro mole un po’ inquietante sono animali dolcissimi e bonaccioni, ma anche i nudi Sphinx, che in fiera indossavano tutti leziosi cappottini di caldo pile, i British che somigliano a piccoli orsacchiotti, i Certosini (Chartreux), che nel medioevo tenevano compagnia e davano la caccia ai topi nelle abbazie francesi, i dolcissimi Ragdoll (letteralmente “Bambole di pezza”), dagli occhi color laghetto alpino, celebri per essere gli unici gatti riconosciuti adatti per la pet therapy e che gli operatori sociosanitari possono portare nei centri di cura, proprio per la loro indole estremamente mansueta. Tutti rigorosamente muniti di pedegree, ovvero quel certificato che ne attesta la nobile discendenza e iscritti negli appositi libri genealogici.

Ma anche magnifici mici soriani, gatti non blasonati e certamente meno fortunati, di “razza stradale” e in cerca di adozione, che l’associazione Arca Onlus (www.igattidellapiramide.it) –  diretta da Marzia Pacella, partner storico di Super Cat Show – che gestisce l’oasi felina di Porta Portese del Comune di Roma e che, proprio per sensibilizzare l’opinione pubblica contro gli abbandoni e trovare casa a decine di gatti romani sfortunati,  ha portato in fiera, sia cuccioli sia adulti.

Sabato è stata anche la “Giornata del gatto nero”, nata per ricordare, e soprattutto condannare, i maltrattamenti perpetrati ai danni dei gatti neri per ridicole superstizioni che purtroppo sopravvivono ancora oggi. Per questo, la mascotte di SuperCat Show è stata Bruschetta, gattina trovatella di sei mesi dal pelo completamente nero lucido, proveniente dall’Oasi felina di Porta Portese del Comune di Roma, vittima di maltrattamenti. E’ stata lei il simbolo della rivalsa dei felini dal manto nero e ha già trovato un’adozione del cuore.

Sembra incredibile, ma anche oggi i gatti neri sono perseguitati – afferma Marzia Pacella,– c’è ancora chi pensa che portino sfortuna o che siano addirittura ‘diabolici’. Bruschetta era già adottabile da metà ottobre, ma proprio per il suo mantello nero abbiamo preferito aspettare che passasse Halloween. Con lei a SuperCat Show ci sono tanti altri mici sfortunati in cerca di casa, come Bobo, magnifico gattone tigrato di quattro anni, arrivato ferito all’Oasi comunale di Porta Portese dalla Muratella e con un’otoacariasi, patologia causata dalla presenza di acari nel condotto uditivo. Il povero micio era provato e ferito: ancora pochi giorni di collare elisabettiano e poi sarà tutto finito”. Anche Bobo, fortunatamente, in chiusura di fiera, ha trovato una famiglia amorevole che l’ha adottato.

Ma cosa fare se si trova un gatto in strada, sano o ferito?

Se si trova un gatto per la strada che appare in buona salute – spiega Marzia Pacella (tel. 335.201266 per adozioni all’Oasi felina di Porta Portese, ore 10-17 da lunedì al sabato) – non è necessario adoperarsi all’istante per catturarlo e portarlo da un’associazione animalista o in un rifugio, perché potrebbe essere di proprietà di qualcuno. Casomai, per accertarsi che non si tratti di un micio scappato di casa, lo si potrebbe fotografare e segnalare a un’associazione locale, specificando il luogo esatto del ritrovamento, il giorno e l’ora. Noi dell’Arca onlus, ad esempio, pubblicizziamo l’appello nei nostri canali social. Se il gatto non si fa avvicinare, si deve controllare per qualche giorno se resta fisso in quell’area, perché potrebbe essere un felino stanziale, magari di indole selvatica. Diverso è il caso in cui l’animale sia ferito o comunque in difficoltà: va subito segnalato alla Polizia locale (06.67691) e poi si deve aspettare sul posto l’arrivo degli agenti”.

Il mercato dei felini e quello del suo indotto – accessori sempre più pregiati e accurati, cibo specifico, biologico e iper selezionato, sabbiette biodegradabili, lettiere autopulenti, costosissime e tecnologicissime, e tutto ciò che serve per fare di un gatto il vero sovrano della famiglia  -muovono miliardi. Solo per il SuperCat Show (e non è ovviamente l’unica manifestazione felina in Italia) si sono registrati 100.000 visitatori negli ultimi tre anni, distribuiti su 11.000 mq di villaggio, con protagonisti 800 gatti provenienti da tutto il mondo che quest’anno si sono esibiti su due mega-palchi, uno per i giudizi – in giuria otto tra i più importanti giudici internazionali dell’Associazione Nazionale Felina Italiana (ANFI) – e uno per i “Best in Show”.

Sempre sabato 17, giornata del Gatto Nero Porta Fortuna – e quel che segue ne è la prova – sono sfilati i mici di questo colore, come “Renoir dei Toltechi”, persiano nero, di proprietà  di Manrico Strappolini (l’allevatore è invece Cinzia Trentin), vincitore del Mediterranean Winner 2016, detto anche “il gatto matematico” perché il suo proprietario è un professore di matematica in un istituto tecnico e corregge sempre i compiti in sua compagnia. In gara ha riportato ottimi risultati anche la maine coon Nermal, che ha i tratti…somatici di Garfield, ma il mantello nero con un po’ di bianco, esattamente come gatto Silvestro.

Ci sono stati anche il “maine coon più bello del mondo”, una femmina di nome “Almaviva di Casa Mivale”, tre anni, e otto chili di peso, lunga circa un metro, di Claudio Barletta. Lei ha vinto il Mediterranean Winner Show 2017 e 2018, ed è arrivata seconda alla recente mondiale 2018, di circa due settimane fa, dove però ha vinto un Norvegese, per cui Almaviva è il “Maine Coon più bello del mondo” attualmente in carica. Suo nonno, il supercampione “Toro Seduto” quest’anno non è venuto, poichè in ritiro sabbatico.

E che dire di Omar, gatto nero di strada che dal 2011 ha iniziato a gareggiare al SuperCat Show e ha vinto subito il premio “Gatto di casa a pelo lungo”, proseguendo poi la carriera con ben cinque titoli nella medesima categoria? Omar ha la sua pagina facebook e suoi gadget, di cui dona i proventi al rifugio-gattile “La Casetta dei gatti” e porta tanta tanta fortuna.

Oggi è stata davvero una giornata speciale per Luca, bimbo autistico di 11 anni, di Roma, venuto a trovare al SuperCat Show 2018 i suoi gatti preferiti, i british shorthair, quelli che sembrano piccoli orsetti. “Dopo averlo conosciuto due anni fa, al Mediterranean Winner Show 2016, abbiamo fatto amicizia e iniziato con lui un percorso di pet therapy di sei mesi – racconta Denise La Bella dell’allevamento ‘British in Rome’ – così lui si è innamorato follemente del nostro Pablo, british shorthair di sei anni, con cui è stato amore a prima vista. Luca è venuto a casa nostra a passare del tempo con Pablo, ‘Pablone’ per gli amici, prima anche con i suoi genitori, poi siamo passati allo step successivo, da solo con me e Pablo e, alla fine, li abbiamo anche lasciati soli. Il feeling tra Luca e Pablone – continua Denise – è sempre aumentato, li abbiamo anche trovati addormentati insieme sul letto. Poi, nel periodo di una cucciolata è nata un’amicizia speciale tra Luca e Bobo, un gattino con un occhio azzurro e l’altro arancione. Sembrava quasi un segno del destino, una diversità che ha fatto nascere un forte feeling reciproco: a soli quaranta giorni, piccolissimo quindi, Bobo si è arrampicato sulle spalle di Luca perché lo aveva scelto. Alla fine glielo abbiamo donato e lui, che non parla mai, è riuscito a dirci ‘grazie’, io mi sono commossa tanto, è una gioia che non ha prezzo. Luca è migliorato tantissimo grazie al suo nuovo amico che non lo lascia mai, neanche quando ha le crisi epilettiche, anzi, proprio in quei momenti il gatto, che ora ha due anni, sembra capirlo. Bobo continua a restare aggrappato alle sue gambe anche durante le crisi epilettiche – prosegue Denise – e lo aiuta a calmarsi, sta sempre insieme a lui.”

Per noi non valgono trofei o riconoscimenti – conclude il marito Roberto Greci – le vere soddisfazioni sono queste, vedere grazie ai nostri gatti coi quali pratichiamo pet therapy la gioia negli occhi di un bimbo in difficoltà, e la speranza in quelli dei suoi genitori ”.

E potremmo raccontarvi anche la storia di Shakira, magnifica e dolcissima micia di razza Ragdoll, che ha conquistato il cuore di Gabriel, un bimbo affetto dalla medesima patologia di Luca, l’autismo, e che gli ha ridato la voglia di parlare e lo ha aiutato nella sua crescita con risultati davvero incredibili. Oggi, dopo sette anni dai primi incontri, Shakira e Gabriel sono inseparabili, dormono e giocano insieme e i suoi genitori, Katia e Cristian de Santis, che hanno anche altri tre bambini, considerano Shakira la quinta figlia.

Le storie come queste ci fanno capire che dietro a questi gatti così belli e a tanti allevatori ci sono anche racconti di vita pieni di sentimento e positività – racconta Gianluca Guarino, organizzatore del SuperCat Show – La gente quest’anno ha mostrato grande attenzione per i british e gli abissini, oltre che  per i soliti gettonati ragdoll, bengal e maine coon. Le adozioni dei gatti sfortunati dell’Arca onlus sono andate bene, una decina hanno trovato casa. Il pubblico risponde sempre più alla manifestazione che cresce ogni anno, infatti, per la prima volta il SuperCat Show sbarcherà a Milano, in centro città, il prossimo il 2 e 3 marzo 2019 ”.