FRANCIA. LA RIVOLTA DEI GILET GIALLI

DI CECILIA CHIAVISTELLI

Alta tensione per la mobilitazione contro il caro carburanti. Il bilancio è di un morto e duecento feriti di cui 3 gravi durante le manifestazioni. La vicenda più grave, la donna investita da un’auto, è avvenuta a Pont-de Bueauvoisin, nell’Isère, in Savoia. L’auto, guidata da una donna che portava la figlia all’ospedale, è stata circondata dai manifestanti e nel panico ha accelerato causando la morte sul colpo della donna. Per gli altri feriti sono nella maggior parte persone investite da automobilisti che cercavano di forzare i vari blocchi. Molti sono anche i fermi operati dalla polizia, circa 52 persone fermate e 38 arrestate. A Parigi le forze dell’ordine hanno bloccato la strada al corteo che ha tentato di arrivare sotto l’Eliseo, la residenza di Macron, fautore del rincaro della benzina e, ultimamente in forte calo di popolarità. I “gilet gialli” così chiamati per la divisa obbligatoria in sosta di emergenza dagli automobilisti, hanno iniziato il loro dissenso contro il caro benzina estendendo poi la protesta a tutta la politica fiscale del presidente. Da un recente sondaggio del Journal du Dimanche, i francesi sono sempre più insoddisfatti di Macron. Attualmente si trova al 25%, appena sopra Hollande, al 20% nello stesso periodo del suo mandato ma molto al di sotto di Sarkozy al 44%.

La protesta è nata da un post sui social e si è allargata a macchia d’olio in tutta la Francia, con 244 mila partecipanti in circa duemila blocchi stradali. La protesta continua anche se il paese è solo rallentato, però evidenzia una situazione difficile da gestire perché viene organizzata attraverso internet.