PREGIUDIZI. SIAMO A TRENTO, NIENTE AFFITTO SE VIENI DAL SUD

 

DI CLAUDIA PEPE

Leggo dalla Tecnica della Scuola, che alcuni italiani non vogliono inquilini che provengano dalle Regioni del Sud. Sembra un brusco ritorno indietro nel tempo. Un salto in un’Italia che oltre a vivere di ruspe e di “Prima gli italiani”, vuole anche catalogare gli italiani di serie a e quelli che evidentemente collocano in un mondo medioevale. Quello rimasto depredato dal Nord e lasciato con l’asinello e l’aratro.

Ma i meridionali, come sempre grande popolo, si sono impegnati a grandi risalite sempre e comunque costellate da scelte governative che li hanno penalizzati, danneggiati e sfavoriti.
Una studentessa abruzzese originaria di Pescara si è vista rifiutare una stanza in affitto perché non proveniva dall’Italia settentrionale.

Tutto ciò è successo a Trento. Mi ricorda molto la mia infanzia. Io nacqui figlia dell’immigrazione, delle fredde pianure padane, dell’emarginazione per i figli del grande Sud, della casa senza riscaldamento e del dialetto stretto che ci faceva sentire ancora più soli. Ho respirato sempre quell’aria mai sentita veramente mia, mai sentita materna. Il mio unico rimpianto è ancora di non aver notti calde da ricordare, e penso a questa ragazza con la felicità in un biglietto del treno, contenta di aver un posto di lavoro, ingiustamente trattata come non si deve trattare nessuno, invasa dai pregiudizi, dalle preclusioni e dall’ingiustizia sociale. Prima gli italiani dicono.

Evidentemente i meridionali per questi signori figli di una regione autonoma, non amano i ragazzi che con una valigia in mano si lanciano con il cuore al di là dei loro sogni, verso un futuro che per quanto difficoltoso avrà sempre i loro occhi innocenti il loro sguardo pieno di stupore. Tutto cambia, nulla cambia dicevano e anche ora per un meridionale che vuole trovare solo un tetto sopra alle loro desideri, vige l’intolleranza e l’insofferenza.

La ragazza con la valigia in mano troverà un alloggio, troverà il modo di sentirsi a casa sua anche se quei sapori e quei profumi non saranno più quelli. Ci saranno momenti difficili, ma tra un compito e l’altro guarderà fuori dalla finestra e vedrà il sole della sua terra. Che illuminerà la sua stanzetta e le ali delle sue fantasia. E sempre, si ritroverà a casa. Con una valigia piena di esperienze raccolte e superate.