PREPARIAMOCI, COME DE GASPERI, A FARE IL DISCORSO DEL CAPPELLO IN MANO

DI MASSIMO RIBAUDO

In questi giorni mi è molto difficile scrivere qualcosa riguardo la politica. Da una parte so, ho scritto più volte, quanto sia necessario sforare il tetto del deficit della spesa pubblica. Lo stato NON È UNA FAMIGLIA PRIVATA, NON E’ UN CONDOMINIO che si regge sui contributi alle spese dei vari proprietari degli immobili. Non funziona così.
C’è però un collegamento economico tra due variabili che deve essere ritenuto fondamentale: il collegamento tra DEFICIT E CRESCITA ECONOMICA. Le spese dello Stato devono essere produttive. DEVONO FAR CRESCERE LA DOMANDA DI BENI MATERIALI E IMMATERIALI.

Con questo governo, dopo anni di austerity, SEMBRA si voglia spendere di più. Ed ecco perché non scrivo. Perché a me SEMBRA che questo governo non faccia un cazzo e non farà un cazzo. Creerà soltanto un clima di paura e cupa sfiducia che aumenterà un solo indice economico: quello della RECESSIONE.

Io credo che con questo governo, nel giro di un anno, toccheremo livelli negativi di crescita mai visti prima. Tipo – 3, -4% del Pil.

Se non fai le Olimpiadi di Roma perché “sennò rubano”, se non fai gli inceneritori “sennò li gestisce la camorra”, stai per arrivare al punto di “non respiriamo altrimenti prendiamo il raffreddore”.

Chiarisco. Puoi decidere di non fare le Olimpiadi a Roma perché inutili e troppo costose, puoi e devi decidere di non fare la Tav perché sono soldi buttati. Gli inceneritori insalubri portano il cancro, ma si può anche vedere quanto costano le tecnologie per costruirne di non dannosi. Esistono.

E poi devi dirmi DOVE vuoi fare investimenti, se sei capace di progettare una politica industriale del Terzo millennio.
Ma io credo che il governo dei gialloverdi NON SIA CAPACE DI NULLA.

Però potrei sbagliarmi. Una parte di me vorrebbe sbagliarsi, nonostante il profondo disprezzo che nutro per Matteo Salvini e Luigi Di Maio, perché…. Perché l’Italia mi piace.

Perché l’Italia potrebbe crescere e avere un forte ruolo internazionale: sia politico che economico. Se gli italiani non votassero degli idioti pericolosi, aggiungo.

Purtroppo li vota, purtroppo se li sceglie, gentaglia come Di Maio e Salvini, e io temo che fra non molto saremo costretti a trovarci un De Gasperi, se esiste.

Perché quando saremo a una recessione del -3%, che si mangerà tutti i risparmi privati degli italiani, ci vorrà qualcuno che vada in giro col cappello in mano, ma in modo dignitoso. Uno come De Gasperi, appunto, che dopo la distruzione dell’Italia realizzata da Mussolini (sì, quel Benito Mussolini che piace tanto oggi), dovette andare alla Conferenza di Pace di Parigi a dire al mondo: SCUSATECI.

E lo disse così: «Prendendo la parola in questo consesso mondiale sento che tutto, tranne la vostra personale cortesia, è contro di me: è soprattutto la mia qualifica di ex nemico che mi fa considerare come imputato, l’essere arrivato qui dopo che i più influenti di voi hanno già formulato le loro conclusioni. Non corro io il rischio di apparire come uno spirito angusto e perturbatore, che si fa portavoce di egoismi nazionali e di interessi unilaterali? Ho il dovere, innanzi alla coscienza del mio Paese e per difendere la vitalità del mio popolo, di parlare come italiano».

Prendiamo appunti.