STORIA TRISTE DI VALERIA

DI GABRIELE BOJANO

STORIA TRISTE DI VALERIA C’è una distanza siderale tra me e il ministro degli Interni Matteo Salvini che qualche giorno fa ho conosciuto in redazione a Napoli. Disapprovo molte delle cose che fa o annuncia di fare. Su un punto però sono perfettamente d’accordo con lui: gli spacciatori di sostanze stupefacenti, leggere o pesanti che siano, devono essere equiparati agli assassini e una volta in carcere ci devono restare. Niente pietà, le chiavi della cella vanno gettate. Vi racconto una storia che vi farà riflettere: una settimana fa una giovane donna che conoscevo di vista è caduta dal balcone di casa dal quale si era affacciata e dopo alcuni giorni in rianimazione e’ deceduta. Valeria, nome di fantasia, veniva fuori da una lunga storia di tossicodipendenza e negli ultimi tempi era anche dedita al l’alcol. Si è pensato subito al suicidio ma qualcosa però non tornava: nulla infatti lasciava presagire un simile estremo gesto. Cosa può essere successo? L’ipotesi più accreditata è che la donna al momento del drammatico incidente non fosse pienamente cosciente. La sua mente era alterata dalle sostanze che aveva assunto. Sporgersi e poi buttarsi nel vuoto è stato un gesto consequenziale a quel momento di alterazione provocato da qualcosa e da qualcuno. Già, qualcuno. Dietro a ogni droga, infatti, c’è un pusher senza scrupoli che pur di fare cassa vende il lasciapassare sicuro per la morte. Valeria e’ finita nelle grinfie di gente spregevole. Bisogna fermare questa spirale di autodistruzione indotta dei nostri giovani. L’unico modo è l’inasprimento delle pene. Salvini fa bene a parlarne, ora però ci aspettiamo anche i fatti!