”BASTA ARISTOCRAZIA, LA MIA SINISTRA È PER I DEBOLI”

DI LUCA SOLDI

Oltre agli interventi che hanno bloccato i porti, l’impegno nel soccorso a mare, oltre ad aver ceduto ai “mercanti ed agli aguzzini libici” la gestione di migliaia di migranti, Marco Minniti ed il ministro della giustizia Andrea Orlando hanno fatto approvare delle norme che contengono le  “Disposizioni urgenti per l’accelerazione dei procedimenti in materia di protezione internazionale, nonché misure per il contrasto dell’immigrazione illegale”. Secondo le dichiarazioni degli stessi ministri, il decreto nasce dall’esigenza del governo di accelerare le procedure per l’esame dei ricorsi sulle domande d’asilo, che nell’ultimo anno sono aumentati e hanno intasato i tribunali. Dall’altra parte il governo voleva aumentare il tasso delle espulsioni di migranti irregolari.

I punti principali critici del decreto sono quattro: l’abolizione del secondo grado di giudizio per i richiedenti asilo che hanno fatto ricorso contro un diniego, l’abolizione dell’udienza, l’estensione della rete dei centri di detenzione per i migranti irregolari e l’introduzione del lavoro volontario per i migranti. Nel primo grado di giudizio l’attuale “rito sommario di cognizione” sarà sostituito con un rito camerale senza udienza, nel quale il giudice prenderà visione della videoregistrazione del colloquio del richiedente asilo davanti alla commissione territoriale. Senza contraddittorio e senza che il giudice possa rivolgere domande al richiedente asilo che ha presentato il ricorso.

Il piano prevede inoltre un allargamento della rete dei centri per il rimpatrio, gli attuali Cie si chiameranno Cpr (Centri permanenti per il rimpatrio). Si passerà da quattro a venti centri, uno in ogni regione, per un totale di 1.600 posti. Di fronte alle preoccupazioni espresse da numerose organizzazioni impegnate per la difesa dei diritti umani, il ministro dell’interno Minniti ha assicurato che i nuovi centri saranno piccoli, con una capienza di cento persone al massimo, sorgeranno lontano dalle città e vicino agli aeroporti e soprattutto saranno “tutt’altra cosa rispetto ai Cie”.

In sostanza si è spianato la strada ad interventi e operazioni più decise da parte del governo Conte.

Stupisce che su Repubblica, Minniti nell’avvallare la sua candidatura poi ci ricordi che di fronte ad un Pd ripiegato su se stesso lui si offra come portatore di attenzioni per i più deboli.

Ed allo stesso tempo sorprende quando ricorda che il Pd non ha risposto a due grandi sentimenti del popolo, la rabbia e la paura. 

Andava dunque fatto di più, occorreva spingersi oltre ed invece ecco spiegato perché di fronte a delle copie il Paese ha preferito l’originale, ha preferito Salvini.