ASSALTO ALLA NIVIN, CACCIA AI MIGRANTI

DI LUCA SOLDI

 

Quello che arriva per bocca di una giornalista di Mediterranea, impegnata nell’area, è un appello accorato rivolto all’Italia, all’Europa ad intervenire. A protestare con forza. Con urgenza. L’esercito libico sarebbe salito a bordo della Nivin, una nave commerciale che dal 10 novembre si trova attraccata ed in pratica sequestrata, nel porto di Misurata. La nave è stata fatta oggetto di un vero assalto piratesco al di fuori di ogni regola internazionale di diritto. La Nivin ha, ma a questo punto sarebbe meglio dire aveva, un carico prezioso, di valore inestimabile.
A bordo ci sono tra i 70 e gli 80 migranti che avrebbero subito minacce e violenze ed infine probabilmente sarebbero stati portati, a forza, in qualche centro di detenzione nel deserto.
A denunciarlo Mediterranea la ong che ha come scopo fondativo di monitorare quanto avviene nel “mare nostro”.
I miliziani libici sarebbero saliti a bordo poco prima le 12 e da allora non ci sarebbero più informazioni dei migranti. Alle 14 sul suo profilo Twitter la giornalista Francesca Mannocchi, dalla Libia, ha riportato la notizia che la Guardia costiera libica avrebbe sparato anche proiettili di gomma contro i migranti. Il 19 novembre scorso il profilo di Mannocchi è stato hackerato per qualche ora, proprio mentre forniva informazioni su quanto stesse accadendo a bordo della Nivin. Secondo le ultime ricostruzioni, dopo l’irruzione ci sono stati 11 feriti di cui 3 gravi che sarebbero stati portati all’ospedale di Misurata.
Forti le parole che arrivano da Mediterranea:
“Chiediamo all’Italia e all’Europa di aprire subito un canale umanitario per portare queste persone al sicuro. In Libia rischiano adesso di essere trattate come pirati o terroristi per avere cercato di difendere disperatamente la propria dignità e tenere aperta la speranza di salvarsi. Salviamo i profughi della Nivin, prima che sia troppo tardi”.