TERRA DEI FUOCHI: GIORNATACCIA PER DI MAIO, CONTESTATO (E IN LITE CON BOERI)

DI MARINA  POMANTE

 

Oggi in una Caserta blindata si è tenuto nel pomeriggio un summit dove è stato firmato un protocollo per la Terra dei fuochi.
Un primo atto, che ha visto il premier Conte e sette ministri firmare il testo che nasce per “un’azione urgente nella Terra dei fuochi”.
Di Maio nella mattinata aveva annunciato: “Il piano Terra dei Fuochi di oggi è il primo atto di una battaglia senza quartiere da vincere” e ha proseguito “Oggi da Pomigliano d’Arco (Na), firmiamo un protocollo con la presenza dei ministri interessati e quella del Presidente del Consiglio. E’ il primo atto per cominciare a spegnere i fuochi”.
Di Maio parlando della situazione ha evidenziato la differenza che non sono i rifiuti domestici a creare un problema, ma che in realtà sono gli scarti industriali creati dalle fabbriche illegali a intossicare un’area da troppo tempo lasciata al degrado e nelle mani della camorra. Di Maio ha proseguito dicendo che con i Carabinieri della Forestale potenzieranno l’attività di intelligence e con il Ministero dello Sviluppo economico verrà preparato un protocollo contro la contraffazione.

Nelle prime ore della mattinata di Maio è stato contestato da una decina di studenti, al suo arrivo nell’istituto tecnico Barsanti di Pomigliano d’Arco, città natale del vicepremier. Al grido di “Di Maio fuori dalle scuole”, i manifestanti, appartenenti a movimenti studenteschi, hanno scandito slogan contro il ministro del Lavoro mentre risaliva, in auto, all’interno del parcheggio della scuola superiore. Tra i manifestanti esponenti del Si Cobas hanno anche esposto alcuni striscioni di fronte all’istituto tecnico. Immediatamente dopo gli studenti ed esponenti dei Si Cobas hanno bloccato il traffico veicolare, esponendo alcuni striscioni in cui chiedevano “fatti, basta promesse”, riversandosi in strada e bloccando la circolazione.
Gli studenti a Di Maio hanno gridato: “Vai fuori dagli istituti”.
Sembra così lontano marzo 2018, quando una folla acclamava la sua prima visita da vice premier.

Il ministro del Lavoro ha anche incontrato quattro dei cinque licenziati da Fca nella chiesa San Felice in Pincis di Pomigliano d’Arco. Le ex tute blu sono tra le promotrici della protesta davanti all’Itis di Pomigliano. All’incontro, mediato dal parroco della chiesa san Felice in Pincis, e svoltosi nel rettorato dell’edificio sacro, hanno partecipato una rappresentanza di disoccupati ‘7 novembre’, i licenziati Fca, operai di Castellammare di Stabia, ed esponenti dei ‘Si Cobas’.

Di Maio ha commentato dopo l’incontro con gli operai che richiamerà alle sue responsabilità Fca e ha aggiunto che per quanto riguarda il suo pensiero ci deve essere un piano industriale credibile ritenendo Fca un’azienda che ha ricevuto molto dall’Italia e ha dato tanto all’Italia e in conclusione ha aggiunto: “Nei prossimi giorni, ci sarà il proseguimento del tavolo automotive e non è detto che una sessione del tavolo non si faccia proprio a Pomigliano. Sto lavorando per questo”

Oggi, in una nota congiunta del premier Giuseppe Conte e dei vice Luigi Di Maio e Matteo Salvini si legge: “Il Governo lavora a una soluzione condivisa e senza polemiche. L’obiettivo è sempre la tutela della salute e del territorio. Il contratto di Governo sul tema generale dei rifiuti esprime un chiaro indirizzo politico-amministrativo: dobbiamo lavorare per realizzare quanto prima una completa economia circolare e rendere “verde” il nostro sistema economico. Questo significa lavorare per difendere la cultura del ‘riciclo’ e rendere i rifiuti ‘prodotti’, puntando alla capillare diffusione della raccolta differenziata.
Il Governo si impegna al contempo a gestire le criticità che nel periodo di transizione dovessero manifestarsi, affidando al ministro dell’Ambiente le proposte e la prevenzione di queste criticità per una soluzione innovativa, concreta, realizzabile”. Ma non è servita a smorzare le polemiche e comunque tra i due vice premier sono continuati i botta e risposta.

Per Di Maio in primis si devono attuare tutte le decisioni prese nel “Contratto di Governo” e la possibilità di nuovi termovalorizzatori, avanzata da Salvini, oggi, sembra sfumata.
Un clima dI tensione palpabile, tra disoccupati e studenti che bloccavano le strade e organizzavano cortei tra Pomigliano D’arco e Napoli e in più la manifestazione di protesta dei migranti a Caserta, la disputa sugli inceneritori ha scaldato ancora di più la situazione e rischia di creare una vera crepa sul fronte della maggioranza di Governo. Non è bastata la nota del premier Giuseppe Conte arrivata in tarda mattinata, le spaccature restano…

Salvini da Milano in presa diretta ha detto: “Gli inceneritori se gestiti bene portano salute ed economia”.
Sicuramente la Lombardia non torna indietro, anzi l’obiettivo è che anche altre regioni vadano avanti. Non voglio un Paese che torni indietro”. “I rifiuti ovunque nel mondo significano ricchezza, energia e acqua calda. A Copenaghen inaugureranno inceneritori con pista di sci e una parete di arrampicata mentre altrove solo musei”. Anche se all’arrivo in Prefettura a Caserta ci sono stati momenti di tensione, il vice premier ha trovato ad accoglierlo sostenitori ma anche quelli che non guardano di buon occhio il ministro dell’Interno. Accolto invece da applausi il premier Giuseppe Conte.

Di Maio a Pomigliano d’Arco (Na), per la firma di un protocollo d’intesa per l’alternanza scuola-lavoro, ha dichiarato a margine dell’incontro: “Il nostro obiettivo è quello di sviluppare le competenze tra i giovani, promuovendo anche il lavoro di qualità. Per questo motivo stiamo riformando il programma scuola-lavoro, affinché l’alternanza consenta agli studenti di andare a fare esperienza in azienda o in una struttura della pubblica amministrazione”. Uno degli obiettivi è rafforzare le competenze dei giovani e favorire l’orientamento verso una scelta formativa e occupazionale consapevole al termine del percorso di studi. Ma Di Maio si è espresso anche in merito alle polemiche sui rifiuti in Campania e ha definito gli inceneritori, “roba vintage” specificando: “Credo che come sempre alla fine tutte le diversità di vedute nel Governo si superano. Quando ci vediamo e ci mettiamo al tavolo alla fine si va sempre avanti. Ma oggi parlare di inceneritori è come parlare della cabina telefonica col telefono a gettoni. Qualcuno può essere ancora affascinato dal vintage ma sempre vintage rimane”.
Aggiunge rispondendo ai cronisti sulla possibilità di convincere Salvini che sono fuori luogo gli inceneritori, “che ci siamo già convinti tanto tempo fa perché abbiamo fatto un contratto di Governo oltre sei mesi fa su questo”. Di Maio pensa che sia più ragionevole la possibilità di puntare sulla raccolta differenziata in Campania: “Dobbiamo investire sulla differenziata, perché si creano più posti di lavoro. Con la differenziata siamo al 50% e facendo una norma nella Legge di Bilancio in cui si dice che se produci meno immondizia paghi meno Tari, vedrete che in pochi anni possiamo arrivare a percentuali in media Ue”. E concludendo aggiunge: “per fare un inceneritore non ci vuole un giorno ma anni e anni. Negli stessi anni facciamo la differenziata e guardiamo al futuro invece di guardare al passato”.

Il Movimento Cinque Stelle ha ribadito la volontà già espressa nel contratto di Governo, che vede la chiusura degli inceneritori.
In un post sul blog delle Stelle dal titolo “Il mondo è veneto, non bresciano”, Gianni Girotto, presidente della commissione Industria del Senato, rilanciando un passaggio del contratto di governo dice: “Il contratto di Governo tra M5S e Lega in tema di rifiuti parla chiaro. Parla di “Modello Treviso” che ora guida il Veneto più virtuoso, non di “modello Brescia” (i 13 inceneritori lombardi con il più grande forno d’Europa quello di A2A) che frena anche le tantissime eccellenze lombarde. Parla di chiudere inceneritori e discariche. Non di realizzarne”.

Il ministro dell’Ambiente Sergio Costa torna a ribadire che gli inceneritori non servono e anche se si vuole superare il concetto ideologico, la domanda che si pone è: “l’inceneritore serve al sistema italiano? La risposta è che non serve incrementarne il numero. Questa risposta ce la danno due Regioni: il Veneto che ha chiuso due inceneritori e la Lombardia che sta per chiuderne quattro perché non si riescono più ad alimentare. Questo perché, fortunatamente e per capacità dell’Italia, la differenziata sta crescendo molto!”

Di Maio si è espresso anche sulle pensioni rispondendo ad un gruppo di giornalisti che gli chiedevano di commentare l’allarme sulle pensioni lanciato dal presidente dell’Inps Tito Boeri, “Eviterei allarmismi inutili. Quota 100 si farà”.

A Caserta oggi c’è stata inoltre una manifestazione contro il razzismo e le discriminazioni.
La manifestazione di protesta era contro la cancellazione del permesso di soggiorno per motivi umanitari e le modifiche al progetto Sprar. I manifestanti si sono concentrati davanti alla Prefettura.