UNA SETTIMANA POLITICA DI ORDINARIA FOLLIA

DI FRANCESCA FORNARIO

Berlusconi: “Ho perso le elezioni per colpa del Milan”. Kessié era il nipote di Mubarak.

Minniti annuncia la sua candidatura alla guida del Pd: “Perché in tanti hanno compreso che non bisogna cambiare il nome, bisogna cambiare radicalmente il partito”. E ne hanno votato un altro.

Sei i candidati alla segreteria, ma con Martina potrebbero salire a sette, tutti maschi. Non mi è chiaro se stanno organizzando un congresso o un torneo di calcetto.

Renzi diserta l’assemblea. È ancora indeciso se farsi un suo partito o tenersi quello di Berlusconi.

Una delegata protesta: “C’è un cordone che separa i dirigenti dal resto dell’assemblea per impedire ai partecipanti di avvicinarsi”. Ma no, è per impedire ai dirigenti di scappare.

Tria: “L’uno per cento di Pil dalla cessione di aziende pubbliche”. Per non far capire a Di Maio che si stratta di privatizzazioni la chiamerà “Pace privatizzatrice”.

Di Maio: “Il Movimento 5 Stelle punta da sempre sulla raccolta differenziata”. Raccoglie i voti di destra e quelli di sinistra.

Senatore Cinquestelle vota contro il condono a Ischia voluto da Di Maio. Per questo molti militanti lo considerano un traditore. Ma resta il capo politico del Movimento.

Di Battista paragona i giornalisti alle puttane. Sembra di essere tornati ai giudizi di Berlusconi. Solo che lui a Emilio Fede lo diceva come complimento.

Brexit: Sterlina a picco, prezzi giù, governo nel caos. Sono tutti usciti a ordinare un cappuccino.

Torino: migliaia per chiedere al governo di fare la Tav. Gli organizzatori la definiscono una manifestazione super partes. Perché c’erano sia gli industriali che i banchieri.

Salvini: “I termovalizzatori sono sicuri”. È sicuro che li faremo.

Salvini: “Distinguiamo chi evade poche migliaia di euro per necessità da chi froda deliberatamene lo Stato per lucrare milioni”. I primi sono titolari di una piccola, i secondi segretari della Lega.