USUFRUTTO CON ESTORSIONE LEGALIZZATA

DI PAOLO VARESE

L’INPS sta dismettendo il patrimonio immobiliare, affidando la vendita alla Romeo Gestioni. Ovviamente si parla di appartamenti e palazzi di minor pregio, perchè gli immobili appetibili per le grandi società sono stati venduti 18 anni fa a prezzo concordato, ed in lire, rispettando le stime e la scontistica prevista, con i tempi ed i modi dovuti. Oggi invece, il nostro istituto di prevenzione fa cassa con gli immobili di una mezza tacca sopra all’edilizia popolare, vendendoli a chi ci abita da sempre ma a prezzi di mercato attuale. Quindi se quando c’erano le lire le case sono stati alienate a prezzo più basso col potere di acquisto più alto, oggi si verifica il contrario, poiché è una triste realtà ben nota a tutti quella sul dimezzamento degli stipendi col passaggio dalle lire all’euro mentre si sono raddoppiati i costi. Ma per essere sicuri di fare cassa, l’INPS si è inventato di vendere l’usufrutto a chi non può chiedere il mutuo, in modo da non dover andare incontro ad una battaglia legale per sfrattare persone che ormai, dopo venti anni, non possono chiedere un mutuo per sopraggiunti limiti di età. E così si è spaventata la gente, facendogli credere ad uno sfratto esecutivo ed immediato una volta vendute tutte le unità abitative, per costringerle a pagare l’usfrutto fine vita. Per fare un esempio, ad un pensionato di 75 anni che non può avere un mutuo si chiede di pagare circa 10.000 euro per continuare ad abitare nell’appartamento in cui gia’ vive. Se poi il fine vita arriva a breve, l’eventuale prestito per comprare l’usufrutto lo pagherà il garante, altrimenti se non c’è stato prestito il pensionato ha pagato con i suoi risparmi. Avrebbe potuto l’INPS lasciare a queste persone solo l’affitto da pagare? Si, ma non avrebbe fatto cassa, e questo è il problema, anche perchè i palazzi in questione, quelli nelle zone Magliana e Don Bosco, ma non solo, sono mal ridotti,con una manutenzione inesistente, con molti appartamenti occupati. E l’INPS sa bene che una volta venduta la maggioranza dei locali, toccherà agli acquirenti farsi carico di quanto non realizzato dall’ente, perciò si affretta a dismettere, non sporcandosi le mani ma lasciando tutto in carico alla Romeo Gestioni, dalla cui sede di Roma dicono che sono in regola con il mandato disposto dall’INPS. Dalla sede dell’INPS, a loro volta, i dirigenti dicono che sono in regola con quanto disposto 21 anni fa dall’allora Ministro del Lavoro, che però non è ipotizzabile abbia pensato ad un vendita effettuata dopo circa 20 anni da quanto previsto. Solamente l’attuale Ministro del Lavoro potrebbe modificare ed eventualmente bloccare questa estorsione legalizzata, ma l’onorevole Di Maio sembra non aver notizia della vicenda. Per ora.