È DECISO, LA TERRA DEI FUOCHI È PRIORITÀ

 

 

 

ERA un giorno di maggio quando per la questione rifiuti in Campania, fu dato il via libera per la nomina di Guido Bertolaso quale sottosegretario con delega e superpoteri rispetto all’emergenza
La militarizzazione della Terra dei Fuochi toccò a BARBARA CONTINI, ex governatrice di Nassirya in Iraq con il non semplice compito di mediare con le popolazioni dei territori sulle quali dovevano venire aperte le nuove discariche.
Berlusconi “ordinò” che chiunque si fosse fatto promotore di disordine contro la realizzazione di discariche in Campania avrebbe rischiato fino a 5 anni di carcere.
Ordinò la realizzazione di sette discariche definite «strategiche nazionali», assimilabili a centrali nucleari o a basi militari. I nomi furono secretati solo fino alla pubblicazione del decreto legge in Gazzetta Ufficiale. Sette discariche per almeno 10 milioni di tonnellate di immondizia. Nel piano sarebbero state comprese le tre discariche già indicate nei precedenti provvedimenti – Sant’Arcangelo Trimonte, Savignano Irpino e Terzigno – e quatto nuovi siti, ognuno per ogni provincia campana ad eccezione di Benevento. Tra questi, sottolinearono le fonti, non ci sarebbe un sito nella città di Napoli: una mancanza che però sarebbe compensata con un ulteriore sito nella provincia. E vi sarebbe stato anche la discarica di Serre che era stata indicata da Bertolaso in uno dei provvedimenti di quando era commissario per i rifiuti e poi bocciata per l’opposizione dell’allora ministro dell’Ambiente Pecoraro Scanio.
– «Chiuderemo – annunciò Berlusconi – i sette impianti di produzione di combustibile da rifiuti che verranno trasformati in impianti per il compostaggio di qualità e quindi consentiranno che si possa effettuare in modo concreto la raccolta differenziata».
Per superare l’emergenza rifiuti in Campania fu deciso di costruire tre termovalorizzatori. Ai tre già in programma, Acerra, Santa Maria La Fossa e Salerno, se ne sarebbe dovuto aggiungere almeno un altro a Napoli. Una novità che era nell’aria da tempo, dopo che gli industriali avevano proposto l’impianto. Un’accelerazione arrivata poi grazie anche alla decisione del sindaco di Salerno di dare il via libera al termovalorizzatore nell’area industriale della città.
Era il 2008, dieci anni dopo tutto pare ricominciare da capo.