LA UE BOCCIA LA MANOVRA ITALIANA.  VERSO LA PROCEDURA D’INFRAZIONE SUL DEBITO

DI CHIARA FARIGU

Tanto tuonò che piovve sulla manovra. Non stupisce più di tanto la bocciatura inferta alla finanziaria italiana dalla Commissione europea, era nell’aria da tempo, forse anche prima che venisse scritta, visti i botta e risposta tra Ue e vertici del governo fin dalle prime dichiarazioni d’intenti. E ora per l’Italia si profila una procedura di infrazione per debito eccessivo, attraverso la quale le autorità europee potrebbero chiedere al governo, e quindi a noi tutti, riduzioni specifiche sia del debito sia del deficit entro determinati tempi.

La manovra italiana, secondo il commissario agli affari monetari, Pierre Moscovici, contiene rischi non solo per l’economia e le imprese, ma anche per i risparmiatori e i contribuenti. A nulla sono valse le rassicuranti dichiarazioni del ministro Tria sulle ipotesi di futura ripresa economica a medio e lungo termine proprio in virtù dei provvedimenti della manovra. Moscovici, dal canto suo, sono proprio queste che mette in dubbio, domandandosi da dove mai potrà giungere la crescita economica tratteggiata dal ministro dell’economia italiano, visti invece i rischi concreti in essa contenuta.

Dello stesso avviso il vice presidente Ue Valdis Dombrovskis che, alla luce della risposta italiana alla lettera di Bruxelles e in assenza di correttivi che non riducono il debito, conferma quanto “una procedura per debito eccessivo sia giustificato”. Parole pesanti come macigni, quelle pronunciate dal vice presidente in conferenza stampa quando ricorda che tutti i paesi fanno parte della stessa squadra e giocano secondo le stesse regole. “Regole che esistono per proteggerci, garantiscono certezza, stabilità e fiducia reciproca. Non posso vedere come perpetuando questa vulnerabilità sia possibile aumentare la sovranità economica. Al contrario, penso che possa risultare un ulteriore austerità nel futuro”. Poi l’affondo finale di Dombrovskis:Sulla base di quanto presentato dal governo italiano vediamo il rischio che il paese si diriga da sonnambulo verso l’instabilità. Il nostro compito è avvertire prima che sia troppo tardi. Lo abbiamo fatte nelle scorse settimane, e lo facciamo anche oggi”.

Una bocciatura su tutti i fronti, quindi, ma che non scuote più tanto, almeno all’apparenza il governo italiano. A cominciare dal premier Conte che conferma la validità dell’impianto della manovra e auspica un serio ma costruttivo confronto con Juncker che dovrebbe incontrare sabato prossimo. Spavaldo come non mai Matteo Salvini che dopo questa lettera, dice che resterà in attesa di quella di Babbo Natale, liquidando, alla sua maniera, l’ennesimo no della commissione europea