SALVINI E LA LEGA: POCHI GIORNI, PER CHIUDERE LA PARTITA CON BOSSI

DI LUCA SOLDI

 

Pochi giorni ancora e realizzeremo se avremo di fronte a tutti noi un caso di parricidio.
Due settimane per capire se ci sarà una pugnalata alle spalle contro l’uomo che a suo tempo riuscì a dare “la voglia, il coraggio e le idee”, al nostro leader massimo.
Contro il fondatore, contro un “padre”, non certo un padrino che potrebbe veder rivoltarsi contro il “figliastro”, ormai dimentico di tutto il bene ricevuto.
E quella di Bossi e Salvini è una delle storie del mondo che si ripetono e che sicuramente non avranno fine.
Adesso il figlio, il figliastro, Salvini ha ancora un po’ di tempo per decidere.
Una manciata di giorni per denunciare alla giustizia italiana Bossi e la sua “famiglia” per aver cacciato la Lega in quel brutto pasticcio da 49 milioni di euro.
Salvini dovrebbe farlo per dare corpo sostanza a quello che afferma ormai da tempo e cioè che lui, il ministro degli Interni, il premier in pectore e la sua Lega, con quella brutta storia di fondi pubblici scomparsi nel nulla, non c’entrano assolutamente.
Sono del tutto estranei ai fatti. A suo tempo aveva addirittura assicurato che non avrebbe ripudiato il vecchio capo, mettendoci la sua parola: da parte della sua Lega “non ci sarebbe stata alcuna interferenza” nei procedimenti aperti “nei confronti di alcuno dei membri della famiglia Bossi“.
Ma il tempo passa e la voglia di chiudere la partita sembra sempre più forte.
Pochi giorni ancora, sono già dodici, rimane davvero poco alla Lega per presentare una querela nei confronti di Umberto Bossi e Francesco Belsito. Se Salvini non dovesse farlo colpito dai rimorsi di figlio, il processo d’appello in corso a Milano per appropriazione indebita si estinguerà. Nonostante le condanne emesse in primo grado, tutta la vicenda andrà in fumo.