ZUCCARO E LE ONG, INCHIESTE E NULLA DI FATTO NEL MARE DELLE CONTRADDIZIONI

DI ANNA LISA MINUTILLO

 

Tensioni, polemiche, dubbi e richieste di chiarimenti in questo paese dove sembra ogni giorno inasprirsi il clima già confuso e teso che stiamo vivendo. Dovremmo o avere priorità differenti forse ma purtroppo ( oppure per fortuna, ma solo di qualcuno), torna alla ribalta l’argomento ONG, grazie a Carmelo Zuccaro, che da giugno 2016 è il Procuratore Capo alle pendici dell’Etna. Zuccaro appare come una persona schiva e riservata, che concede poche apparizioni in tv, che non si culla tra le molte parole ma che dà più importanza ai fatti. Ha condotto un’ inchiesta ( che però non può definirsi tale), sulle organizzazioni non governative (ong) che soccorrono i migranti nel Mediterraneo

 

Tema quanto mai attuale di cui si parla troppo senza fornire prove tangibili ma verso il quale si rivolgono accuse pesanti, qualcosa che serve a sporcare il lavoro che si tenta di svolgere per trarre in salvo vite umane spesso in balia della furia del mare e non solo, un lavoro che non viene sufficientemente apprezzato ma piuttosto contestato ed usato per mettere il “famoso cappello” a campagne politiche scellerate e già sufficientemente piene di visibilità. Così emergono accuse da parte di Zuccaro ma non corredate di prove, accuse che spaziano da: accordi con i trafficanti; soldi che dalla Libia approdano ai conti esteri ( di cui però non vi sono tracce), delle organizzazioni; furbi piani per destabilizzare l’economia e la società italiana. Queste le parole pronunciate da Zuccaro in merito a questa strategia del sospetto, parole che bisogna usare con parsimonia e accuratezza poiché è ben noto quanto destare sospetti abbia un’influenza negativa poi su tutto ciò che riguarda l’oggetto del contendere. Ma queste cose finiscono per passare in secondo piano, soprattutto laddove non vi è la volontà/possibilità di approfondire la situazione.

 

Cerchiamo di capire cosa è accaduto. Zuccaro sostiene fatti di cui non ha prove, dichiara a Montecitorio davanti al comitato Schengen di non avere i telefoni delle ong sotto controllo , ma sostiene che vi siano state telefonate fra la Libia e alcune ong. Trascorrono pochi giorni e poi il tutto viene smentito o meglio: si specifica che non sono vere e proprie telefonate ma si tratta solo dei tabulati. Quindi Zuccaro sa solo che le chiamate sono avvenute ma in un solo caso.  Ma Zuccaro pare essere anche in possesso di nastri contenenti alcune conversazioni avvenute via radio. Anche in questo caso sarebbe un lavoro svolto dall’ Intelligence che però non tiene conto della facilità che si può avere nell’imbattersi in queste conversazioni. E’ sufficiente infatti sintonizzarsi sul canale 16 della radio, ( quello dedicato alle emergenze internazionali), per poter ascoltare tutte le conversazioni che avvengono su quelle specifiche frequenze.

 

Insomma un profilo basso quello del magistrato Zuccaro, sfuggente alle telecamere ma in grado di insinuare sospetti che attecchiscono dove il terreno è più fertile.

Ma chi è realmente Carmelo Zuccaro?

Un giovane che si laurea presto e che successivamente entra in Guardia di Finanza , cosa non semplice poiché i requisiti richiesti all’epoca erano quelli di far parte dei 50 migliori laureati, altrimenti non si poteva neanche presentare domanda. All’età di 25 anni vince il concorso ed entra in magistratura. La corrente di riferimento fra le toghe è UniCost, Uniti per la Costituzione ma non a Catania, dove sono i centristi togati a possedere da sempre un peso specifico particolare. A 36 anni, nel 1992, in piena fase stragista e dopo la morte di Falcone e Borsellino, viene invitato in Parlamento da Luciano Violante, insieme ad altri magistrati siciliani di spicco, per parlare dei rapporti malati mafia-politica-imprenditoria sull’isola. In questa occasione svela dettagli “ghiotti” per quella fase, tanto da chiedere la secretazione degli atti anche in quel caso.

 

Ai 40 anni diventa Presidente di Corte d’Assise a Caltanissetta durante i processi su Capaci e via D’Amelio ter. Attualmente è in possesso di alcuni dei fascicoli più scottanti, come quello sul Cara di Mineo. A tal riguardo ricordiamo il coinvolgimento del Sottosegretario all’Agricoltura di Ncd, Giuseppe Castiglione, a cui viene contestata corruzione in cambio di voti quando in Sicilia reggeva la Provincia di Catania. Sul Cara di Mineo non si  è  parlato molto, non ha rilasciato interviste e davanti alla commissione parlamentare sul sistema d’accoglienza ha chiesto che ampi stralci della sua deposizione fossero secretati.

 

Dobbiamo giungere agli anni duemila per annoverare anche uno screzio proseguito per un lustro con il giudice Pasqualino Bruno, che aveva 20 anni più di lui ed una maggiore esperienza. Entrambi sgomitano per ottenere la poltrona di Procuratore a Nicosia. Il giudice Bruno mette in atto una vera e propria “battaglia suon di ricorsi” all’indirizzo del Csm di affidare a Zuccaro l’incarico. Una serie di ricorsi che è durata otto anni e che sono stati sempre vinti. Non è noto il motivo per cui non sarà lui ad andare a Nicosia. Bruno contesta rivolgendosi al Tar e in seguito al Consiglio di Stato. Quest’ultimo può solo revocare la decisione presa e rimetterla di nuovo tra le mani del Consiglio Superiore. Il quale, se d’accordo ( ed in questo caso era d’accordo su Zuccaro) compie la stessa scelta revocata dai giudici amministrativi.

 

Nel 2011, con il suo Capo, Michele Patané e lui nel ruolo di Aggiunto e coordinatore della Dda, chiede l’archiviazione dell’ex Governatore di Regione, Raffaele Lombardo, per concorso esterno in associazione mafiosa. Le motivazioni presentate da entrambi sono formalmente ineccepibili ma il Gip dell’epoca gli dà torto ugualmente. Lombardo viene condannato per voto di scambio e per concorso esterno. Sarà con l’appello, del 31 marzo 2017, che troverà appagamento al lavoro svolto, infatti l’ex Governatore verrà condannato per voto di scambio acclarato secondo quanto stabilito dalla corte ma per concorso esterno nessuna condanna. Lombardo i voti li ha presi, i boss li ha incontrati ma non ha favorito Cosa Nostra in modo attivo. Il fatto quindi non sussiste e Zuccaro aveva ragione sin dall’ inizio.

 

Non possono passare inosservate le ONG per Zuccaro e quindi si dedica con scrupolosa attenzione al loro attacco. «Ci stiamo muovendo con dei poteri che non sono quelli dell’autorità giudiziaria», queste le sue dichiarazioni rilasciate ad un quotidiano locale siciliano. Non sono note invece sulla base di quali norme e con quali regole di ingaggio tutto ciò stia accadendo.

 

Zuccaro avverte il bisogno di “propagarsi” ed inizia così a dispensare consigli a mezza Europa. Una regalia di perle di saggezza non richiesta ma dalle quali non riesce ad esimersi, una fra le tante? : «La giustizia ha tempi troppo lunghi». Per lui l’immigrazione «è un problema politico non basta la risposta giudiziaria». Inizia a chiedersi come mai Malta non collabori prendendosi anche lei i migranti e come mai la Ue non faccia una piega. Si domanda perché Bruxelles non faccia la voce grossa e non li affidi ad uno dei suoi 3-4 paradisi fiscali interni ai confini Ue, ONG, Caritas ritenute da Zuccaro i “veri” poteri forti italiani, le risposte ai suoi quesiti, che avrebbe potuto tranquillamente trovare sul documento del Ministero delle Infrastrutture. È il resoconto delle attività di soccorso svolte nel 2015. Dove a pagina 2, nelle note, si legge: «Oltre alla propria area SAR (Search and Rescue NdR) in esecuzione della convenzione di Amburgo del 1979, l’Italia opera di fatto anche in un’area di 630.000 km² di responsabilità degli Stati frontisti del nord Africa (Tunisia, Libia ed Egitto) e di Malta. Tale situazione è dovuta all’inadeguatezza degli assetti di Guardia Costiera dei Paesi frontisti, ovvero come nel caso di Malta, dell’eccessiva estensione dell’area SAR di competenza rispetto alle risorse disponibili».

 

Cosa sta cercando di fare quindi Zuccaro?

Ipotizza traffici tra di uomini tra organizzatori e ONG e poi smentisce, : «A prescindere dal fatto che ancora non ci risulta e probabilmente non inseguono profitti privati, si rendono comunque responsabili del reato di cui all’articolo 12 della Bossi-Fini o no? Appena si verificherà un caso aprirò un’indagine». E ancora: «Ci sono le ong buone e quelle cattive». Tra quelle buone Medici Senza Frontiere, che dal 1971 è una nelle principali organizzazioni al mondo e nel ’99 premio Nobel per la Pace. MSF, è anche quella che ha effettuato più trasbordi a Pozzallo, Augusta, Catania e gli altri porti italiani per via della evidente superiorità dei suoi mezzi e della preparazione dei suoi equipaggi. Se l’ obiettivo di Zuccaro fosse quello di dimostrare il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina MSF E dovrebbe trovarsi ad essere nell’occhio del ciclone, ed invece non è così, perché MSF risulta essere fra le “buone”. Sotto la lente della Procura, fra le “cattive”, ci sarebbe la Sea Watch 2 (ong tedesca, bandiera olandese) che però non ha mai, nemmeno una volta, varcato le acque territoriali italiane con a bordo migranti. Questo perché è un’imbarcazione troppo piccola, inadatta a fare trasbordi. E quindi ormeggia a Malta .

 

Sea Watch compie operazioni della durata di non più di due settimane consecutive e dopo aver soccorso i migranti li passa a navi militari delle operazioni Mare Sicuro, Sophia e a quelle della Guardia Costiera Italiana e sotto l’egida del Maritime Rescue Coordination Centre di Roma.

 

In mezzo a tanto rumore per nulla, tante contraddizioni, tanta solerzia di provvedimenti non ancora noti, continua ad essere non noto anche ciò che vuole fare Zuccaro . Non si capisce se voglia Indagare per violazione della Bossi-Fini anche la Guardia Costiera e il MRCC che coordinano le ong, ad esempio. Non si comprende se le sue intenzioni siano quelle di indagare anche l’ammiraglio Enrico Credendino di EuNavFor Med che ha combattuto per cinque anni la pirateria in Somalia. Magari il suo sguardo si rivolgerà anche verso il contrammiraglio Andrea Cottini che si è appena insediato a capo di Mare Sicuro. Oppure se le sue intenzioni vadano anche nella direzione dei vertici del Ministero della Difesa e delle Infrastrutture. Ciò che risulterebbe è che lo stesso Zuccaro abbia ricevuto risposte piccate da parte di tutte queste istituzioni. Il Ministro Pinotti, l’ammiraglio Credendino, il generale Screpanti della Guardia di Finanza, il vice Ministro agli Esteri, Mario Giro, e di recente anche il Ministro della Giustizia, Andrea Orlando hanno smontato le sue supposizioni dichiarando che non c’è alcuna prova a supporto di queste. Un’altalena tra complottisti e più realisti e concreti osservatori che si intervalla in questo scenario già confuso e disorientante.

 

Ed intanto possiamo essere certi che nessuno dei vertici dello Stato verrà mai indagato dalla Procura di Catania per violazione della Bossi-Fini o per qualche strana associazione per delinquere con le reti criminali libiche. Mentre risulta sicuramente più semplice e riduttivo giocare questa “caccia alle streghe” magari indagando su migrante indifesi, gettandoli in pasto al resto del mondo adducendogli affiliazioni all’Isis. Una notorietà quella raggiunta da Zuccaro che però non
ha lasciato indifferenti gli organi competenti. Giovanni Legnini, vicepresidente di Csm, ha diramato una nota, che recita così: «Sulle dichiarazioni del Procuratore della Repubblica di Catania Carmelo Zuccaro, comunico che, dopo aver sentito i capi di Corte e il presidente della Prima commissione consiliare, avv. Giuseppe Fanfani, sottoporrò il caso all’esame del Comitato di presidenza alla prima seduta utile fissata per mercoledì 3 maggio. Fermo restando che, come è noto, spetta al ministro della Giustizia e al Procuratore generale della Cassazione di valutare se sussistono o meno i presupposti per l’esercizio dell’azione disciplinare».

Ma vediamo di capire meglio,

Che cos’è una ong?

Le ong sono organizzazioni non governative, senza fini di lucro e indipendenti sia dagli stati che dalle organizzazioni governative internazionali. Si tratta di organizzazioni che si finanziano tramite donazioni, e in parte anche tramite denaro pubblico, e sono gestite da volontari. Esistono ong negli ambiti più disparati, a seconda delle loro missioni e degli obiettivi che si prefiggono.

Quali ong operano nel Mediterraneo?
Al momento sono 5 le ong dotate di navi, più o meno grandi, per il salvataggio in mare dei migranti che tentano di arrivare dalla Libia all’Europa. Si tratta della ong spagnola Proactiva open arms, della Sea Watch, delle ong Sos Mediteranee e Medici senza frontiere, che gestiscono insieme la nave Aquarius, e poi Sea-eye e Mission Lifeline.

 

Dal 1 gennaio al 30 aprile 2017 i migranti soccorsi dalle ong sono stati 12.346, pari al 33 per cento dei salvataggi in mare.

 

Cosa fanno le ong nel Mediterraneo?
Le ong che operano nel Mediterraneo sono nate con lo scopo di intervenire nel salvataggio dei migranti che si avventurano nel Mediterraneo, al fine di prevenire i naufragi a cui negli anni scorsi abbiamo assistito molte volte e per fare pressione nei confronti di una politica migratoria incentrata sull’accoglienza e la sicurezza.
La maggior parte delle ong attualmente operative nel Mediterraneo hanno iniziato la loro attività tra il 2014 e il 2016, proprio in coincidenza dell’aumentare dei flussi migratori dal nord Africa e con l’elevato numero delle morti in mare.
Le ong che si sono dotate di imbarcazioni lo hanno fatto per favorire le operazioni di soccorso, e intervenire dopo la fine dell’operazione Mare Nostrum, la missione di salvataggio in mare dei migranti, attiva dal 18 ottobre 2013 al 31 ottobre 2014 e gestita dalle forze della Marina Militare e dell’Aeronautica Militare italiane.

 

Va inoltre ricordato che le ong non agiscono di propria iniziativa ma prima di ogni operazione si coordinano con l’Italian Maritime Rescue Coordination Centre (IMRCC) della Guardia Costiera di Roma, che è l’organo deputato a gestire gli interventi di SAR, search and rescue (soccorso in mare), nel tratto di mare che compete all’Italia.

 

Come si finanziano le ong?

Nella maggior parte dei casi i fondi delle ong provengono da donazioni private, così come dimostrato dai bilanci delle singole organizzazioni, che sopravvivono quasi esclusivamente grazie ai privati e alla società civile. Le ong in alcuni casi ottengono anche finanziamenti pubblici governativi.

 

Che ruolo hanno nell’aumento (o nella diminuzione) degli sbarchi?

I dati in realtà mostrano che non esiste una correlazione tra le attività di soccorso in mare svolte dalle Ong e gli sbarchi sulle coste italiane. A determinare il numero di partenze tra il 2015 e oggi sembrano essere stati dunque altri fattori, tra cui per esempio le attività dei trafficanti sulla costa e la “domanda” di servizi di trasporto da parte dei migranti nelle diverse località libiche”

 

La Guardia costiera italiana fa affidamento su qualsiasi nave per qualsiasi ragione presente nell’area interessata, che si tratti di navi governative, incluse quelle militari, quelle mercantili, i pescherecci. qualunque nave che possa intervenire per il salvataggio delle vite umane in mare viene allertata. Come specifica l’Unhcr, “chiunque sia in grado di intervenire ha l’obbligo giuridico di farlo”.

 

Concludendo quindi, abbiamo all’attivo un’inchiesta che risale a due anni fa, archiviata, poiché non sussisteva il fatto. La Procura di Catania non è riuscita in questo primo match allora diventa quasi d’obbligo cercare una strada sostituiva e quindi si decide di accusare le ONG di smaltimento illegale di rifiuti infettivi. Una responsabilità ceduta ( e con enorme piacere a quanto si evince) alle ONG che fa quasi del tutto dimenticare la presenza di camorra e mafia nella gestione dei rifiuti. Un modo per non vedere e tutelare qualcosa che invece andrebbe eliminato nel nostro paese? A pensarci bene occorre davvero poco per far slittare il campo dell’attenzione, anche se con la stessa facilità con cui si smuovono accuse non dimostrate, bisognerebbe anche soffermarsi e chiedersi se poi i cittadini del mondo siano così “leggeri” da non fermarsi a valutare proprio che MSF è gestita principalmente da medici che sarà difficile decidano di gettare in mare qualcosa che possa nuocere alla salute di altre persone.

 

Insomma molto per screditare chi fa solidarietà e poco per dichiarare che le congetture studiate e nemmeno poi tanto bene si sono rivelate solo delle “nocive illazioni”.

 

L’enfasi con cui Salvini e Di Maio accolsero la notizia di questa indagine di Zuccaro non è pari alla delusione subita con l’archiviazione di cui poco si parla e lo si può anche comprendere se si basa tutta la campagna elettorale mai conclusa sull’odio e sul razzismo. Comprendere,  ma non giustificare, soprattutto non basandosi su cattiveria e falsità di cui i migranti e gli elettori non hanno bisogno.

Rendere feroci le persone, esaltarne il lato oscuro, non basta per non far notare quanto in questo paese ci sarebbe bisogno di non tralasciare le reali problematiche che lo affliggono, la corruzione che lo abbraccia fino a stritolarlo, le connivenze celate da anni di silenzio ma anche di osservazione, si perché non basta fare i forti con i deboli, forti bisognerebbe esserlo per combattere contro cose ingiuste, non contro chi, per la maggior parte dei casi non accogliamo ma sfruttiamo.